"La festa di tutti, la vittoria di pochi": il commento di Francesca Mencacci su La Nazione

03.05.2021 16:00 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"La festa di tutti, la vittoria di pochi": il commento di Francesca Mencacci su La Nazione

Questo il commento sulla vittoria del Perugia di Francesca Mencacci su La Nazione. "La festa di tutti, la vittoria di pochi. Incredibile Perugia. Dopo otto mesi e diciotto giorni, il Grifo ritrova la serie B. Toccata e fuga all’inferno. Tutto in poco tempo, come la rimonta in pochi giorni, in un week end la situazione si è ribaltata: una rincorsa che appariva almeno difficile, invece l’aggancio (ma col vantaggio degli scontri diretti) a due turni dalla fine. Il Perugia a Salò conquista la vittoria che doveva conquistare, al triplice fischio alza le braccia al cielo, in segno di liberazione da un incubo. Quella notte, alla vigilia di Ferragosto, è rimasta una ferita aperta. Ieri si è curata. A Perugia è esplosa la festa. La festa è di tutti, dei tifosi, della città, degli scettici, ma la vittoria è di pochi. A vincere in questi otto mesi vissuti con le orecchie attaccapate e in apnea è Massimiliano Santopadre e la sua «squadra». Un’annata strana, senza pubblico, con la contestazione costante nei suoi confronti e con strane manovre a disturbare: ottimo sì il lavoro silenzioso di Santopadre, che nonostante gli attacchi, anche personali, ha retto l’urto di una stagione costosissima (per mancanza di incassi e pesanti ingaggi) e ha con un colpo di spugna tolto l’unica macchia del suo percorso. È la vittoria del dg Comotto che hatto le veci del presidente, prendendosi anche qualche critica, del diesse Marco Giannitti, che appena arrivato ha trovato una rosa piena di spine. Ha lavorato sul gruppo, sulle scelte dei «vecchi» e dei nuovi. Sul carro dei vincitori deve salire Fabio Caserta, protagonista di una grande cavalcata con il merito, enorme, di aver curato con amore e capacità una bellissima rosa e di averci creduto quando la rimonta sembrava impossibile. La vittoria è dei giocatori rimasti, di quelli che non sono scappati e dei nuovi che hanno subito capito il peso della maglia. Ed è la vittoria dei pochi che non hanno mai dubitato delle intenzioni della società, del valore della rosa, che non hanno cercato il minimo pretesto per distruggerlo. Ma la festa è aperta a tutti, ciò che conta è aver riportato il sorriso".