Ha scelto il Gubbio invece del Perugia... "percvhè qui mi volevano fortemente e posso avere una crescita graduale"

16.10.2020 18:00 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Claudia Marrone
Ha scelto il Gubbio invece del Perugia... "percvhè qui mi volevano fortemente e posso avere una crescita graduale"

Una presenza nel Pordenone anni fa, poi la lunga trafila nei settori giovanili dei top club italiani, che lo hanno portato al suo primo anno in pianta stabile in Serie C: per Alessandro Lovisa, figlio del presidente del Pordenone, il calcio non è solo questione di famiglia, è una passione che è riuscita a trasformare nel lavoro che ha sempre voluto fare.
Poche parole e tanti fatti, costanza e dedizione le caratteristiche che lo hanno reso uno dei più promettenti giovani del panorama calcistico italiano. Il momento del salto è arrivato, adesso la palla è tra i suoi piedi.
Ed è proprio il classe 2001, ora in forza al Gubbio (dove è arrivato in prestito dalla Fiorentina) a raccontarsi ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.

Ambitissimo in Serie C, sembravi a un passo dal Perugia ma poi è arrivato il Gubbio: perché la scelta di sposare questo progetto?
"Qua a Gubbio mi volevano fortemente, mister, ds e presidente hanno insistito molto con il mio agente dimostrando la piena volontà di darmi fiducia, e il poter giocare con continuità in un campionato importante come la C, per altro in una società sana come questa, ha fatto tutto il resto. Avevo delle richieste anche in B, ma ho preferito fare questo step per una crescita più graduale".

Hanno inciso, in questa scelta, anche i consigli di tuo fratello Matteo (responsabile dell'area tecnica del Pordenone, ndr)?
"E' normale confrontarsi tra fratelli, e io stimo molto Matteo, lo ascolto tanto. Chiaro però che poi le scelte le valuto anche con i miei agenti, Davide Lippi e Luca Pennacchi".

Come è stato l'impatto con la squadra?
"L'impatto è stato buono. C'è un gruppo molto accogliente, un bel mix di ragazzi giovani ed esperti, un ambiente familiare dove si lavora bene: ci sono le giuste pressioni, la possibilità di imparare, per i giovani credo sia l'ambiente ideale. Spero di riuscire a dare presto il mio contribuito, pensiamo a centrare la salvezza il prima possibile e poi vedremo cosa si potrà fare".

Alle spalle hai esperienze in Primavera, sicuramente importanti. Cosa ti porti dietro da Firenze?
"Fino a febbraio è stata una bella stagione, dispiace si sia interrotta così improvvisamente. Arrivavo a Firenze dopo l'anno a Napoli, e riuscire a confermarmi in una campionato mai facile, come quello Primavera, è stato per me importante: ora devo fare lo step successivo. Sono ancora della Fiorentina, il mio sogno è toccare la Serie A".

Che differenza c'è tra il mondo della Primavera e quello del cosiddetto calcio dei grandi?
"Sono due cose molto diverse. In C sto già vedendo più malizia, più furbizia, ogni punto è fondamentale, si gioca sempre come fosse una finale: no che in Primavera il risultato non conti, sia chiaro, ma ha comunque un peso diverso".