Ecco come funzionano in Umbria i test rapidi per scoprire se si ha il virus: migliaia di test

31.03.2020 12:00 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Ecco come funzionano in Umbria i test rapidi per scoprire se si ha il virus: migliaia di test

Ha preso il via stamani la strategia della Regione Umbria che prevede di contenere la diffusione dell’infezione da Covid - 19 con l’utilizzo di test rapidi. Lo comunica l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, precisando che “al momento la Regione ha messo a disposizione 5000 test immunologici e nel giro di una settimana il numero dovrebbe arrivare a 10 mila, mentre per la metà di aprile dovrebbero arrivare 15 mila kit per effettuare il test molecolare rapido”.

Da ieri sottoposte al test tutte le persone che arrivano ai Pronto soccorso degli ospedali e tutti i ricoverati nelle cosiddette aree grigie, ovvero quei soggetti per i quali non è stata ancora riscontrata la positività al Covid-19 attraverso il tampone.

A questi si aggiungono gli abitanti di quelle zone dell’Umbria in cui è stata riscontrata una concentrazione di casi positivi.

In questa fase la rilevazione della positività al virus attraverso il test rapido andrà in parallelo con il test utilizzato sinora (tampone) che richiede una metodica laboriosa con un grande impegno di strumentazione e tempi lunghi di attesa.

Questa modalità d’intervento sarà estesa sul territorio cercando di contenere l’epidemia nei luoghi particolarmente sensibili, a partire dalle residenze per anziani e dalle comunità residenziali sanitarie, sociali e religiose in modo da intercettare rapidamente i casi asintomatici o con pochi sintomi che possono diffondere il virus e contenere così efficacemente il contagio.

La strategia regionale - che si svilupperà in un periodo che va dalle 4 alle 6 settimane, visto che sarà estesa in tutto il territorio e si è in attesa anche dei test molecolari - prevede un ampliamento del campo di indagine effettuando il test a tutti i soggetti comunque esposti a contagio che sono stati o possono essere stati a contatto con un caso confermato o probabile di COVID–19, ai dipendenti del sistema sanitario regionale che lavorano in strutture ospedaliere dedicate totalmente o parzialmente alla gestione dei casi COVID, a coloro che lavorano nelle strutture di Pronto Soccorso o di 118.

Saranno effettuati i test anche nelle strutture territoriali, le strutture sanitarie e socio-sanitarie, ai medici, farmacisti, operatori sintomatici che operano nelle strutture socio-sanitarie e sociali, lavoratori sintomatici dei “Servizi Essenziali”, con priorità verso quelli con maggiore contatto con la popolazione generale: tra questi Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine, Agenti di polizia penitenziaria, volontari della Protezione civile,  addetti alle casse dei centri commerciali.