Delia da Città di Castello con quel sogno della NBA inseguito già all'età di 11 anni
Il sogno e la ragione di vita di Delia chiamato NBA (la lega professionistica di basket del Nord aAerica): ha 11 anni frequenta la prima media e da due anni si allena con passione e tenacia per raggiungere un obiettivo che sembra impossibile, ma lei ci crede così tanto che l’ha scritto in una prova in classe di italiano a chiare lettere: “l'NBA non è solo una meta lontana, ma la forza che mi spinge a dare il massimo ogni singolo giorno ed è per questo che, ogni volta che mi allaccio le scarpe, so esattamente per cosa sto lottando.” – Il sindaco e assessore allo sport: “che bella storia”. Il sogno e la ragione di vita di Delia chiamato NBA (la National basketball association, la lega professionistica del nord america): ha 11 anni frequenta la prima media e da due anni si allena con passione e tenacia per raggiungere un obiettivo che sembra ma impossibile, ma lei ci crede così tanto che l’ha scritto in una prova in classe di italiano a chiare lettere. Diventare un giorno, chissà,come A’ja Wilson, campionessa della WNBA (la Womens’sNational Basketball association, la lega professionistica di pallacanestro femminile) per la quinta volta nominata come la numero uno del basket a stelle e strisce. “Il mio sogno ha tre lettere: NBA. Tutto quello che faccio ogni giorno serve a trasformare questa ossessione in realtà. La prima volta che ho tenuto un pallone da basket in mano ero così piccola che non riuscivo nemmeno a stringerlo tra le dita, da lì ho capito che tutte le strade che prendevo mi portavano sempre al basket. Da piccola, ho fatto molti sport, ma con nessuno di loro ho sentito una connessione, quando ho messo il piede sul parquet del palazzetto del basket ho sentito subito un forte legame e so che non si spezzerà mai. Quel parquet è diventato la mia seconda casa, il luogo in cui rifugiarmi nei giorni difficili. Ed è proprio lì che ho capito che le lettere "NBA" non erano solo un acronimo impresso su un oggetto, ma rappresentavano la mia vera identità. So che la strada per arrivare a quel livello è lunga, fatta di sudore, fatica e sacrifici quotidiani. Ogni allenamento saltato è un'opportunità persa, ogni canestro sbagliato è una lezione da imparare. Ma finché avrò un pallone tra le mani e quel parquet sotto i piedi, non smetterò di lottare. Perché l'NBA non è solo una meta lontana, ma la forza che mi spinge a dare il massimo ogni singolo giorno ed è per questo che, ogni volta che mi allaccio le scarpe, so esattamente per cosa sto lottando.” Questo e’ il testo dell’elaborato che Delia qualche giorno fa ha consegnato alla professoressa, Ilaria Scarabottini, che non è certo passato inosservato per la passione ed intensità valoriale con cui l’ha scritto raccontando in maniera eloquente il sogno che da oltre due anni affiora ogni giorno fra casa, scuola e palazzetto dello sport dove si allena con la Tiferno Pallacanestro asd, società riconosciuta dalla Fip che oggi annovera 315 tesserati e 21 squadre attive fra cui il minibasket femminile, “girl power”. “In un panorama informativo spesso dominato da episodi scoraggianti, la voce di questa giovane atleta mi ha subito colpito perché dimostra che la passione, il sacrificio e la dedizione sono valori ancora vivi. Lo sport – ha dichiarato la professoressa Scarabottini- non è soltanto agonismo o ricerca della vittoria a tutti i costi, ma una vera e propria palestra di vita, un'occasione di crescita umana, uno spazio sicuro in cui scoprire, costruire e rafforzare la propria identità. Coltivare queste inclinazioni e diffonderle come esempi virtuosi è doveroso da parte di noi adulti: le nuove generazioni hanno sogni sani e tanta determinazione. E quando un giovane trova una passione autentica a guidarlo, non solo sceglie di non perdersi, ma inizia a investire sul proprio futuro”, ha concluso la docente. Sulla stessa lunghezza d’onda si sintonizza anche il dirigente scolastico della “Alighieri-Pascoli”, professor Filippo Perttinari: “la pratica sportiva rappresenta una parte importante della nostra offerta formativa con attività come la corsa campestre, l'arrampicata, il basket, la pallavolo, attraverso le quali vogliamo promuovere negli studenti non solo competenze disciplinari ed interdisciplinari, ma anche, e direi soprattutto, la fiducia nelle loro capacità.” Un sogno nel “cassetto” che da oltre due anni condividono con orgoglio e amore i genitori di Delia. “Siamo molto orgogliosi di nostra figlia e gli auguriamo che possa realizzare tutti i suoi sogni – hanno dichiarato, la mamma ed il babbo - anche quelli più improbabili. Abbiamo sempre fatto, e continueremo a fare l'possibile per aiutarla a realizzarli. I figli crescono, i loro sogni cambiano, ma noi speriamo di essere sempre lì al loro fianco per poterli sostenere”. Dopo la scuola, i compiti a casa, i giochi con le amiche e gli amici, Delia indossa scarpe da ginnastica e divisa d’ordinanza e non vede l’ora di palleggiare e tirare a canestro sul parquet del palazzetto dello sport con la sua squadra e continuare a sognare la palla a spicchi in versione NBA. “Tanti segnali fanno una prova e questa è una delle più belle”, ha sottolineato il presidente della società sportiva, Marco Cesaroni, con passato di cestista alle spalle da giovane ed anche lui con i campioni ed icone del basket di allora come punti di riferimento. “Il tema scolastico della nostra giocatrice del Girls Powertrasmette in modo emblematico quello che vuol dire passione e dedizione per uno sport (in questo caso la nostra pallacanestro).La costanza, l’abnegazione ,la voglia di migliorare prendendo lezione dalle sconfitte e dalle vittorie. Questi insegnamenti per noi valgono molto anche al di fuori del Palazzetto per costruire ragazze e ragazzi nella vita di tutti i giorni e dare loro degli strumenti per affrontare la loro sana crescita. Investiamo da sempre tempo ed energie, non solo per l’obiettivo sportivo, ma per la loro crescita sociale sicuri che lo sport vinca sempre sulle cattive abitudini e gli ostacoli che la vita ti riserva”, ha concluso Cesaroni. Una bella storia quella di Delia, rilanciata attraverso i social, sottolineata con affetto anche dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore allo sport, Riccardo Carletti. I sogni sono fatti per essere realizzati e le storie recenti di JannikSinner e Kimi Antonelli insegnano. Forza Delia.