Che ne vogliamo fare del vecchio orologio della Perugina che scandiva entrate e uscite degli operai?

23.02.2021 14:58 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Che ne vogliamo fare del vecchio orologio della Perugina che scandiva entrate e uscite degli operai?

Presentata questa mattina una interrogazione a firma del consigliere comunale di Perugia Sarah Bistocchi sulla richiesta di intendimenti circa l’ubicazione e l’utilizzo dell’orologio della vecchia fabbrica della Perugina, prima restaurato e poi dimenticato. Dell’antica fabbrica dolciaria della Perugina, a Fontivegge resta oggi solo la ciminiera. Eppure vi è un altro cimelio, perso tra la memoria della città e l’incuria dell’Amministrazione comunale: l’orologio che aveva scandito per decenni entrate e uscite delle maestranze. Quando infatti la fabbrica di Fontivegge venne demolita, il direttore della scuola elementare Comparozzi di Madonna Alta, Giacomo Santucci, chiese e ottenne quel cimelio, altrimenti destinato alla rottamazione. Fatto riparare l’orologio, lo appose sopra l'ingresso della scuola Comparozzi, dove rimase fino al 2018, finendo però per ossidarsi in uno spazio non suo, negletto e oscurato da due sempreverdi invasivi.

Grazie alla preziosa formula dell’Art Bonus, l’orologio venne poi smontato e portato nel laboratorio dell’orologiaio Pazzaglia di piazza Ansidei per la sua riparazione. “Ad almeno un paio d’anni di distanza, nonostante le numerose sollecitazioni ad amministratori e dirigenti della Amministrazione Comunale, risulta che quell’orologio sia ancora lì, nel laboratorio Pazzaglia, senza che nessuno si faccia carico di ritirarlo e riposizionarlo, senza che il Comune di Perugia lo rivendichi o lo ricerchi. Triste monumento di inefficienza e indifferenza” - chiosa la Consigliera.

“Apparirebbe importante che l’orologio, oggetto d'arte di valenza storico-identitaria-antropologica, sia collocato in prossimità della zona in cui stava in origine, togliendolo dal colpevole e ingiustificabile dimenticatoio nel quale è stato gettato: sarebbe, per esempio, un valore aggiunto di forte caratura simbolica se l’orologio fosse posto nella sua collocazione iniziale, a Fontivegge, all’altezza del soprapassaggio di via Mario Angeloni, in corrispondenza con l’ingresso della fabbrica; in alternativa, potrebbe essere riposizionato all'ingresso della scuola Comparozzi, dove l’aveva pensata e voluta Giacomo Santucci, perché di quella fabbrica non si perda memoria; oppure, andrebbe esplorata una ulteriore soluzione, che collocasse un oggetto così carico di significato nell’area di San Sisto, contribuendo così a dare identità ad una polo di sviluppo della città in sintonia con la nuova fabbrica della Perugina-Nestlè”.

“A due anni di distanza, nonostante il prezioso strumento dell’Art Bonus a disposizione - chiude la Capogruppo Dem - non si sa più nulla degli intendimenti da parte di questa Amministrazione sull’ubicazione e l’utilizzo dell’orologio della vecchia fabbrica della Perugina di Fontivegge, prima restaurato e poi dimenticato, testimonianza di un filo rosso che lega le generazioni, di un passato non lontano, e anche di educatori capaci e lungimiranti, operanti nell’interesse pubblico nel voler preservare un manufatto storico, adoperandosi per lasciarlo alla comunità, rendendo un servizio alla memoria cittadina, di chi è stato e di chi sarà”.