Caccia al cinghiale vicino alla superstrada e all'Ipercoop di Collestrada! Ma come è possibile? La denuncia delle associazioni

22.01.2021 21:55 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Caccia al cinghiale vicino alla superstrada e all'Ipercoop di Collestrada! Ma come è possibile? La denuncia delle associazioni

Le associazioni animaliste e ambientaliste umbre denunciano centinaia di spari, con fucili con lunghissima gittata, tra il cimitero e il canile di Collestrada, vicino al Centro commerciale e alla superstrada E45! "Ieri 21 gennaio 2021 abbiamo ricevuto segnalazioni che era in corso una braccata al cinghiale - sottolineano Animal Save Perugia, Avi Umbria, Lac, Lav, Wwf Perugia e Wwf Terni - con decine di auto parcheggiate intorno al cimitero di Collestrada e decine di cacciatori in azione. Gli spari, a detta dei cittadini presenti, sono proseguiti da mattina a sera, con diversi cinghiali uccisi. Ieri abbiamo immediatamente richiesto l’intervento del Carabinieri per controllare la legittimità di ciò che stava accadendo. Chi ha autorizzato, a poche centinaia di metri di distanza dal cimitero, dal canile della Asl, dal Centro commerciale di Collestrada e delle auto in transito sulla E45, a sparare con fucili che, com’è noto, hanno una gittata massima di migliaia di metri (da 1500 a 6000 secondo l’ATC Savona2), col rischio di colpire inermi cittadini nonché di far morire di infarto i cani ospiti del canile? Quanto ai cinghiali uccisi, dove sono stati portati? Chi ha controllato le carni, prima di qualsiasi commercializzazione o consumo, per verificarne la salubrità e l’assenza di rischi da peste suina o trichinellosi, come da obbligo di legge? A queste domande occorre dare risposte, perché la caccia è attività ad altissimo rischio svolta con armi; perché è illegale e pericoloso per la salute pubblica consumare carni non controllate; perché i selvatici appartengono all’intera collettività e la loro uccisione non è un diritto bensì una concessione regolamentata, che tutti gli Enti e Organi preposti devono strettamente e continuativamente controllare. Si deve poter portare un fiore ai propri defunti al cimitero, così come passeggiare in campagna e nei boschi, una delle poche attività di benessere rimaste possibili causa Covid19, senza correre il rischio di essere feriti o uccisi: nella sola stagione venatoria 2019-2020 ci sono stati 68 feriti e 27 morti, di cui 7 cittadini comuni uccisi per errore dai proiettili delle armi dei cacciatori: un vero bollettino di guerra, contro cui tutti i cittadini si devono ribellare! Peraltro, la Corte Costituzionale ha già bocciato la Legge regionale della Valle d’Aosta che prevede la caccia collettiva al cinghiale in deroga ai DPCM e quindi alla normativa superiore statale".