Tra due giorni l'esame del ricorso su Luigi Repace: si saprà se poteva candidarsi alla presidenza della Federcalcio umbra

09.02.2021 00:28 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Tra due giorni l'esame del ricorso su Luigi Repace: si saprà se poteva candidarsi alla presidenza della Federcalcio umbra

Ci siamo quasi. Come si sa, il Tribunale Federale Nazionale della Figc ha fissato la data della discussione del ricorso sul destino di Luigi Repace alla guida della Federcalcio umbra. Il ricorso presentato dallo sfidante Luca Fiorucci verrà discusso l'11 febbraio alle ore 11. Nel pomeriggio stesso si conoscerà la sentenza. Come avevamo già scritto, “presso il Tribunale Federale Nazionale FIGC è stato presentato ricorso per chiedere l’annullamento dell’assemblea elettiva ordinaria del CR Umbria, per il quadriennio 2021/2024, che si e’ svolta l’11 Gennaio 2021 a Perugia, presso la Sala Auditorium del Comitato Regionale Umbria della FIGC-LND. Con il ricorso Luca Fiorucci solleva la mancanza del rispetto della Legge 11 gennaio 2018, n. 8 in materia di limiti al rinnovo dei mandati”. I legali di Fiorucci sono andati a scovare un cavillo legale, che potrebbe rendere vana l’ultima elezione anche se il Presidente Repace come previsto dalla legge ha ottenuto ben oltre il 55% dei voti. Ebbene secondo la legge “I presidenti e i membri degli organi direttivi nazionali e territoriali delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate e degli enti di promozione sportiva che sono in carica alla data di entrata in vigore della presente legge e che hanno già raggiunto il limite di cui all'articolo 16, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, come sostituito dall'articolo 2 della presente legge, possono svolgere, se eletti, un ulteriore mandato. Nel caso di cui al periodo precedente, il presidente uscente candidato e' confermato qualora raggiunga una maggioranza non inferiore al 55 per cento dei votanti ”. I legali di Fiorucci hanno scoperto che il Presidente Repace si era dimesso il 28 aprile 2017, quindi al momento dell’entrata in vigore della legge non era in carica e di conseguenza non potrebbe svolgere un ulteriore mandato perché sempre secondo la stessa legge “i membri degli organi direttivi restano in carica quattro anni e non possono svolgere più di tre mandati”. Inutile dire che il Presidente Repace ha abbondantemente superato il limite essendo in carica già nel 2000, ma non essendo il presidente al momento dell’entrata in vigore della legga sarebbe praticamente incandidabile. È chiaro che quali saranno gli sviluppi del ricorso non si saprà a breve anche perche la LND è impegnata nel rinnovo del consiglio direttivo nazionale e presumibilmente in questo delicato momento rimane difficile pensare che i vertici siano intenzionati a muovere le acque. Dopo l’elezione però nulla è scontato e potrebbe arrivare un nuovo colpo di scena.