Coronavirus: la strada è quella giusta, ma la vera discesa del contagio ci sarà tra due settimane

03.04.2020 11:21 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Coronavirus: la strada è quella giusta, ma la vera discesa del contagio ci sarà tra due settimane

«Tenere alte le misure, le attenzioni e i comportamenti, perché basta un nulla per innescare meccanismi repentini di riavvio del contagio. Si riducono gli ospedalizzati e dal 27 marzo stiamo assistendo a una riduzione percentuale degli incrementi dei ricoverati e di chi è in terapia intensiva». Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli semina prudenza, ma le cifre di giornata di ieri sul Coronavirus alimentano le prospettive di un avviato contenimento epidemico. Secondo gli epidemiologi, per vedere l’inversione della curva dei contagi ci vorrà ancora un paio di settimane. Solo dopo Pasqua o ai primi di maggio si potrà pensare alla fase-2: ovvero «alla riapertura graduale e scaglionata del Paese», prevede il virologo Fabrizio Pregliasco. Ieri: 2.477 nuovi casi attivi (totale 83.049, + 3,07%), però in flessione rispetto ai 2.937 del precedente balzo giornaliero; 760 morti di giornata (totali 13.915, +5,78%), 43 in più dei 760 rilevati mercoledì, però 77 in meno degli 837 di martedì; 1.413 nuovi guariti (totali 18.728, + 8,49%), 302 dimessi in più rispetto alla precedente rilevazione quotidiana. A iniettare fiducia sono, soprattutto, i dati sui nuovi ospedalizzati: rispetto agli ultimi giorni i ricoverati con sintomi sono 28.540 (+137, mercoledì +211), i pazienti in terapia intensiva risultano 4.053 (appena 18 più di ieri), mentre i soggetti in isolamento domiciliare consolidano la propria larga maggioranza: 50.456 (ovvero il 61% del totale). I dati risultano particolarmente positivi perché arrivano dopo giorni di aumento dei tamponi (ieri 39.849, un terzo in più rispetto al 29-30 marzo). Lombardia, Emilia, Toscana e Marche calcano le stesse linee di tendenza. Ma proprio dalla Lombardia – dove ieri la provincia di Milano ha superato i 10.000 casi (esattamente 10.004, + 482 rispetto a 24 ore prima), mentre le province di Bergamo (9.171, +132) e Brescia 8.757 (+159) hanno rinnovato segnali di discesa.