"A Perugia la situazione societaria fa discutere e non siamo insensibili, ma dobbiamo essere concentrati sul Perugia"
L’allenatore del Perugia, Aimo Diana, ha presentato la gara di domani, sabato, in casa del Guidonia Montecelio, in programma alle ore 17:30. «Ci rendiamo conto che la situazione societaria faccia oggi discutere e non pensate che siamo insensibili o che non percepiamo quello che sta accadendo. Però - ha detto Diana - in questo momento il nostro problema principale non è la società. Noi siamo completamente fuori da queste dinamiche e, all’interno dello spogliatoio, abbiamo parlato soltanto del Guidonia. È chiaro che anche noi vorremmo maggiore chiarezza. Ci sono persone che si stanno impegnando tantissimo per risolvere la situazione. Abbiamo sempre Alessandro Gaucci al nostro fianco e mi rendo conto di quanto tutti tengano a trovare una soluzione. Da parte mia c’è piena fiducia. Per quanto riguarda il campo, non ci manca assolutamente nulla: abbiamo tutto quello che serve per lavorare bene. La situazione societaria, quindi, non ci sta creando particolari problematiche. Dobbiamo pensare al Guidonia, che è una squadra molto interessante, costruita bene e con giocatori che potrebbero essere protagonisti anche su palcoscenici più importanti. Sarà un’altra prova significativa per noi. In campo anch'io vorrei vedere maggiore continuità nell’arco dei novanta minuti. Contro il Pescara la partita ha vissuto diverse fasi: nei primi dieci minuti del primo tempo abbiamo fatto meglio noi, mentre all’inizio della ripresa è stato il Pescara a prevalere. Nei venti minuti successivi del primo tempo hanno avuto loro il predominio, mentre nel finale siamo tornati a essere noi più pericolosi. Stiamo lavorando per diventare una squadra dominante, anche se forse, proprio nel tentativo di imporre il nostro gioco, finiamo per esporci troppo. Questa sconfitta mi ha dato un fastidio incredibile, soprattutto per il modo in cui è maturata. Non mi sento inferiore al Pescara e credo che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Continuiamo a commettere qualche errore individuale e sappiamo di poter fare molto meglio. La continuità ancora ci manca e dobbiamo trovarla in qualsiasi modo, magari anche attraverso l’inserimento di energie fresche. Abbiamo bisogno di mettere insieme quattro o cinque risultati utili consecutivi. Stiamo lavorando anche per eliminare quei cinque minuti di blackout che ci sono costati tanto. Ci sono stati errori evidenti, compresi i miei. Tra un gol e l’altro avrei potuto intervenire diversamente, magari effettuando subito una sostituzione. In certe situazioni devo essere più rapido nel leggere la partita e prendere decisioni. Cerco continuamente di confrontarmi con i ragazzi per capire cosa succeda in determinati momenti della partita e da cosa nascano questi blackout. Una sconfitta in casa fa ancora più male, soprattutto quando arriva in questo modo. Abbiamo tanti giocatori predisposti al palleggio e mi piace sfruttarne le caratteristiche. Se avessi dieci playmaker, probabilmente li farei giocare tutti e dieci. Non credo che il problema sia la presenza in area di rigore, perché riusciamo a riempirla con diversi uomini. Piuttosto, spesso sbagliamo i tempi del cross o la scelta dell’ultimo passaggio. Lavoriamo molto sugli inserimenti, ma è evidente che le caratteristiche dei singoli giocatori non si possono stravolgere. Dobbiamo migliorare soprattutto nella qualità e nei tempi dell’ultima giocata, perché è lì che spesso non riusciamo a concretizzare quanto di buono costruiamo. Cortesi è a disposizione e la sua condizione è in crescita. Domani potrebbe anche giocare. Non ci sarà Kabashi, mentre Canotto svolgerà oggi il suo primo allenamento. Ci sono alcuni giocatori che stanno accusando un fisiologico calo di condizione e questo potrebbe portarmi a effettuare qualche cambiamento. Ho comunque grande fiducia in tutto il gruppo: considero i venticinque giocatori della rosa sostanzialmente sullo stesso livello. Qualcosa possiamo modificare in ogni reparto, anche sugli esterni. Il rientro di alcuni elementi ci permetterà di far rifiatare chi ha giocato di più. Il campo sintetico del Guidonia non mi preoccupa. Ci siamo già allenati su questa superficie e continueremo a farlo anche la prossima settimana. Non credo che possa rappresentare un problema per noi.Considero Cortesi una seconda punta, ma può giocare anche da trequartista o da esterno. Posso trasmettergli determinati principi di gioco, ma mi piace che calciatori con le sue caratteristiche possano esprimersi con grande libertà. Le indicazioni più precise riguardano soprattutto la fase difensiva. Quando abbiamo il pallone, invece, giocatori come Cortesi, Canotto e Seha devono essere liberi di cercarsi gli spazi nei quali riescono a esprimere meglio le proprie qualità. Sono contento di avere a disposizione calciatori di questo tipo. Mi piacciono quelli che hanno tecnica, personalità e qualità nel tocco di palla. Credo che attraverso la tecnica sia più semplice dominare le partite e creare occasioni da gol. Per il momento i risultati non mi stanno dando ragione, ma a tratti abbiamo già mostrato cose molto interessanti. Dobbiamo riuscire a farlo con maggiore continuità. Non c'è un problema particolare legato all’assenza di un punto di riferimento offensivo. È evidente, però, che gli attaccanti vivano molto in funzione del gol e che segnare sia fondamentale anche per la loro fiducia. Pelle non sta attraversando il suo momento migliore dal punto di vista fisico, ma bisogna considerare che è arrivato senza un’adeguata base di preparazione. Ha bisogno di tempo per ritrovare la condizione. Domani, comunque, vedremo qualcosa di diverso. Ognuno deve lavorare per eliminare i propri errori e aumentare il livello di attenzione. L’obiettivo è diventare un vero “noi”, ma per riuscirci dobbiamo prima partire dall'”io”: ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità e migliorare individualmente, per poi mettere questi progressi al servizio della squadra. Zelezny può fare di più e gliel’ho detto chiaramente, guardandolo in faccia. Allo stesso tempo, però, bisogna riconoscere che ha disputato anche ottime partite. Gli faccio spesso notare alcune situazioni nelle quali potrebbe gestire meglio il pallone o compiere scelte differenti. A volte lo metto volutamente un po’ in difficoltà, proprio perché voglio aiutarlo a crescere. Sono convinto che abbia davanti a sé un bel futuro. D’altronde, se commettono errori i giocatori di trent’anni, figuriamoci un ragazzo di diciotto. Bisogna concedergli il tempo di crescere e maturare. Diciassette gol subiti sono davvero tanti. Non mi era mai capitato di incassarne così tanti e questo è un dato sul quale dobbiamo riflettere. Ma non possiamo attribuire la responsabilità soltanto ai tre difensori, anche perché hanno disputato ottime partite e in alcune occasioni sono stati protagonisti anche in fase realizzativa. Credo che dobbiamo migliorare soprattutto a livello individuale, prima ancora che collettivo».