La ritrattista e scrittrice Paola Filomeno e il sogno di "Numa": che diventi quello dei numeri il linguaggio unico universale!

05.10.2026 05:21 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
La ritrattista e scrittrice Paola Filomeno e il sogno di "Numa": che diventi quello dei numeri il linguaggio unico universale!

Si chiama "Numa" il nuovo libro di Paola Filomeno, ingegnere civile perugina, presto mamma e già ritrattista già nota al pubblico per essere stata a lungo ospite fissa ad Umbria Tv nella "Piazzetta" di Giancarlo Pacini, che da tempo si è trasferita in Abruzzo. E' lei stesso a spiegare l'idea che vuol lanciare attraverso il libro. "Vi chiederete perché e se c’era davvero bisogno di ideare un nuovo linguaggio nel mondo, giá ne abbiamo molti e variegati. Vero, ma abbiamo mai pensato che l’unico linguaggio universale (al 98%) é proprio quello numerico? Pensateci, potremmo finalmente usufruire di una lingua univica per poter finalmente parlare con tutti gli abitanti del pianeta senza imparare 7.150 lingue diverse e dover memorizzare altrettante grammatiche collegate, per non parlare dei verbi irregolari che ormai ci hanno insegnato ad accettare. Questo linguaggio si basa solo e semplicemente sul concetto mnemonico, concezione innata che abbiamo e che, con la ripetizione continua ognuno di noi é in grado di acquisire in tempi davvero brevi. Inoltre vedrete che il NUMA non si sviluppa solo come lingua scritta (e sará presto anche tradotta in gesti), ma puó venire usata come lingua matematica universale, poiché si basa su un sistema numerico semplice e uguale in tutto il mondo, addirittura il suo utlizzo potrebbe apliarsi anche per la comunicazione con altre forme di vita. Pensate a quanto semplificherebbe la comunicazione diretta e intuitiva tra noi e altri esseri pensanti. In un mondo che ha aperto oggi infiniti universi e possibilitá, sarebbe stato uno spreco non scrivere nero su bianco un possibile ponte di comunicazione che potrebbe aprirci ad una conoscienza ancora piú profonda di ció che ci circonda. Dopotutto, ció che é ricerca e perfezionamento in qualsiasi ambito lo si voglia svolgere, non é pur sempre un tentativo di progresso? Lo é anche quando si sbaglia, o quando nella ricerca di un qualcosa si arriva a trovarne un’altra. E non dimentichiamoci che qualcuno disse: 'Se avessimo saputo cosa stavamo cercando, non l’avremmo chiamata ricerca'. Giusto? Quindi signori non limitiamoci mai, non smettiamo mai di chiederci 'Perché' o 'Se fosse cosí?' oppure ‘se provassimo a fare questo?’. Mai. É la continua e inesauribile curiositá che ci permette di scoprire ogni giorno un mondo nuovo, un mondo che prima ci sarebbe sembrato impossibile o quasi folle da immaginare. É quella scintilla che alcuni di noi hanno che ci permette di non esaurire mai l’energia e la voglia continua di voler scoprire di notte ció che gli altri hanno la forza di immaginare solo di giorno. Non smettete mai di immaginare l’impossibile".