Mecenatismo contemporaneo e il ruolo delle fondazioni bancarie: convegno a Perugia

02.10.2026 09:53 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Mecenatismo contemporaneo e il ruolo delle fondazioni bancarie: convegno a Perugia

Si è tenuta a Perugia, nella Sala delle Colonne di Palazzo Graziani, la conferenza “Mecenatismo contemporaneo. Le Fondazioni di origine bancaria fra tutela e politica culturale”, promossa da Fondazione Perugia nell’ambito delle iniziative legate alla Collezione Albertini e alla mostra Pergamene che parlano. Governo e potere a Perugia nei secoli XIII-XV.

Al centro dell’incontro è stato il significato che il mecenatismo può assumere oggi e il ruolo che le Fondazioni di origine bancaria possono svolgere nella tutela, nella conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Un confronto che ha preso le mosse dall’esperienza della Collezione Albertini, acquisita a Parigi da Fondazione Perugia e costituita da oltre 1.700 pergamene, trasformata dalla Fondazione in un articolato progetto di conservazione, ricerca, valorizzazione e divulgazione. Ad aprire i lavori è stato Alcide Casini, Presidente di Fondazione Perugia, che ha sottolineato come il mecenatismo contemporaneo non possa essere ricondotto esclusivamente alla dimensione economica: «Mecenatismo significa oggi assumersi una responsabilità nei confronti della comunità. Significa riconoscere nel patrimonio culturale non soltanto qualcosa da conservare, ma una risorsa da studiare, condividere e rendere viva attraverso la conoscenza».

Casini ha quindi ripercorso il percorso compiuto dalla Fondazione intorno alla Collezione Albertini, ricordando come l’acquisizione delle pergamene abbia rappresentato «l’inizio, e non il punto di arrivo, di un progetto culturale». Un progetto che ha trovato una prima significativa espressione nella mostra “EXTRA. Segni antichi/Visioni contemporanee” e che è proseguito con “Pergamene che parlano”, dedicata al rapporto tra governo e potere a Perugia tra XIII e XV secolo.

«Abbiamo scelto di mettere questo patrimonio a disposizione della città – ha aggiunto Casini – perché una collezione acquista pienamente il suo valore quando diventa occasione di ricerca, di confronto e di partecipazione».

Nel corso dell’incontro Tommaso Bori, Assessore alla Cultura della Regione Umbria, ha affrontato il rapporto tra l’azione delle Fondazioni, le politiche culturali e il sistema regionale, evidenziando l’importanza della collaborazione tra soggetti pubblici e privati nella costruzione di strategie condivise per la tutela e la valorizzazione del patrimonio. Ha portato la propria esperienza anche Diana Toccafondi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, offrendo una testimonianza sul ruolo delle Fondazioni di origine bancaria e sulle diverse modalità attraverso le quali queste istituzioni possono intervenire a sostegno della cultura. «Il patrimonio culturale – ha osservato – richiede cura, competenze e una visione che sappia guardare oltre il singolo intervento. Il compito delle Fondazioni può essere proprio quello di contribuire a costruire questa prospettiva di lungo periodo».

Giovanna Giubbini, Coordinatrice del Comitato Scientifico della Collezione Albertini, ha invece approfondito il valore storico e documentario delle pergamene, soffermandosi sul lavoro scientifico che ne accompagna la conservazione e la valorizzazione. «Ogni documento è una traccia concreta di una storia più ampia – ha spiegato – e il lavoro sulla Collezione Albertini consente di restituire queste testimonianze alla ricerca e, attraverso la ricerca, alla comunità».

La conferenza ha rappresentato così un momento di riflessione sul ruolo del mecenatismo nel presente, inteso non soltanto come sostegno economico, ma come capacità di promuovere progetti culturali di lungo periodo, mettendo in relazione tutela, ricerca, istituzioni e comunità. Proprio la Collezione Albertini ha offerto un esempio concreto di questa visione: da un patrimonio documentario conservato per secoli a un progetto culturale capace di generare nuove occasioni di studio e di conoscenza. Le mostre, le attività scientifiche e le iniziative di divulgazione hanno consentito di restituire progressivamente le pergamene al pubblico, trasformandole da testimonianze del passato in strumenti per comprendere la storia della città e del territorio.

«È questo, in fondo, il senso più autentico del nostro lavoro – ha concluso Casini – fare in modo che la tutela del passato diventi conoscenza nel presente e possa contribuire a costruire una consapevolezza più profonda del patrimonio che appartiene alla nostra comunità».