Impazza l'Orvietana Rugby grazie anche ad Alessia Paolucci ... sognando di essere al "6 Nazioni 2026"
In merito alle attività dell’Orvietana Rugby, oggi facciamo conoscenza di Alessia Paolucci, ragazza entusiasta di essere entrata nella famiglia della palla ovale con l’incarico di Social Media Manager e video maker della società. L’ultima sua creazione è il primo argomento sul quale c’illuminano Alessia e il Presidente, Luca Foscoli: “Tutto parte dal contest “Rugby Educazione Emotiva”, lanciato dalla Federazione Italiana Rugby, che prevede la realizzazione di un video con protagonisti i mini-rugbisti sul loro percorso sportivo e educativo riferito a questo sport. I video migliori, a giudizio di una commissione FIR, saranno proiettati negli stadi in occasione del Trofeo 6 Nazioni 2026 cui l’Italia partecipa, oltre a ricevere un premio economico. Grazie all’aiuto e all’ottimo lavoro svolto da Alessia la nostra produzione è stata premiata come seconda del centro Italia e tra le prime cinque a livello nazionale, con il risultato di portare l’Orvietana Rugby alla ribalta degli schermi nazionali.” Il progetto messo in campo da FIR è un altro dei tasselli del percorso di crescita degli uomini del domani, che questa disciplina sportiva, da sempre, ha cercato di promuovere distinguendosi con iniziative utili e originali. “Hai detto bene, - interviene il Presidente – e questo progetto si sposa con la mia visione della nostra società di crescere degli atleti e dei cittadini migliori attraverso lo sport del rugby, inteso come momento di sviluppo e confronto, oltre che di supporto alle nuove generazioni che spesso nascondono molte fragilità. Purtroppo, e lo dico con un po’ di rammarico, troppo spesso nello sport siamo abituati a vedere le partite come uno scontro contro l’avversario, e non come momento propositivo allo sviluppo ed alla crescita sportiva e personale. Il rugby è un’altra cosa e viene vissuto proprio in questo spirito. Restiamo, comunque, uno degli “sport minori”, e cercare di emergere costa molta fatica. Abbiamo un vantaggio, però: chi impara a conoscere il nostro sport vi si affeziona facilmente senza più abbandonarlo. Accade proprio questo con i genitori dei nostri bambini, che, da semplici ospiti, si trasformano presto in parenti stretti. La famiglia, diciamo, si allarga e tutti concorrono al miglioramento e alla crescita del nostro club, composto principalmente da volontari. Questo, ci rende orgogliosi”. Alessia, inserita in tempi recenti, annuisce e conferma: “ A primo impatto non avrei creduto ad un coinvolgimento tanto profondo com’è poi accaduto. Il merito più grande lo assegno ai ragazzi più giovani. Osservarne i comportamenti, misurarne l’entusiasmo, l’impegno, l’educazione e tanto altro ancora, producono un’attrazione totale”. Continua il Presidente: “Possiamo fare di più. In primis, sconfiggere definitivamente i luoghi comuni che ci hanno sempre penalizzato, almeno in Italia, anche se riconosco che il molto lavoro svolto qualcosa abbia smosso. E’ pretestuoso continuare a definirlo uno sport violento, è un preconcetto affermare sia la causa di infortuni gravi. Le statistiche lo indicano tra le attività con la minore incidenza di infortuni gravi. Come altri è uno sport di contatto dove, tra le altre cose, ha piena applicazione il concetto di rispetto del compagno e dell’avversario, delle regole e dell’arbitro. Ogni partita, si vinca o si perda, ha sempre un epilogo identico dove i ragazzi si abbracciano e escono tutti assieme dal campo”. Un’ulteriore conferma si è avuta ieri, in occasione del raggruppamento regionale Under 8 e 10 con associata festa per i piccolissimi Under 6 concluso con il consueto terzo tempo come sempre molto partecipativo