"Il livello del Trasimeno è stato anche più basso, ma i problemi sono altri: il lago sarebbe potuto essere una miniera d'oro!"

22.07.2026 11:54 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
"Il livello del Trasimeno è stato anche più basso, ma i problemi sono altri: il lago sarebbe potuto essere una miniera d'oro!"

Sulla situazione attuale del lago pubblichiamo la lettera di Leonardo Vicarelli, per gli amici Leo, storico presidente del Club Velico Trasimeno ed anche della Comunità del Parco Regionale del Trasimeno. "Ho passato diverse migliaia di ore sulle e anche nelle, allora si poteva, acque del mio lago e credo di sapere ciò che il Trasimeno può, o meglio, potrebbe dare, e ciò di cui avrebbe un estremo bisogno. Il suo livello, negli anni '50 del secolo scorso, era molto inferiore rispetto a quello attuale ma la qualità delle sue acque era molto migliore. Centinaia di ettari di canneti lungo le sue sponde ed in generale la flora e la fauna tipiche di queste acque vivevano in buona sintonia con quelle condizioni estreme, ma anche allora il Trasimeno aveva un gran bisogno di acqua. Il problema venne affrontato con una determinazione, sconosciuta ai tempi nostri e venne realizzato il collettore dell’Anguillara che portò nel lago le acque dei torrenti Tresa, Rio Maggiore, Moiano e Maranzano ed in breve tempo il Trasimeno, dopo essere stato per molti anni una palude, tornò da essere un lago e le opere volute dal Commendatore Acton, lo arricchirono ulteriormente. Quelli furono gli unici interventi che, nel secolo scorso ed in parte del presente, portarono dei benefici, per il resto tutto il denaro pubblico speso in questi anni fu semplicemente buttato!! Qualche esempio? Il dragaggio della darsena dei pescatori di Panicarola, 400mila euro, andate a vedere che ne rimane, 200mila euro per il dragaggio degli ingressi di alcune darsene quasi tutte in secca, andate a vedere in primavera che fine avranno fatto quei dragaggio, dieci milioni di metri cubi di acqua che forse arriveranno dal lago di Montedoglio e che costeranno come fosse acqua minerale mentre l’Ente Val di Chiana, per oltre trent’anni ha pompato gratuitamente tanta acqua dal Trasimeno, quanta ne basterebbe per riempirlo se fosse vuoto. Questi sono solo gli ultimi esempi di una amministrazione del Trasimeno che negli ultimi decenni è costata all’erario un mucchio di soldi senza portare alcun beneficio. Una cosa è comunque certa, se il nostro lago fosse stato in Veneto, in Lombardia o anche in Toscana, sarebbe stato economicamente una miniera d’oro, che i nostri amministratori non lo abbiano capito o non lo abbiano voluto capire ci può anche stare, ma che tutti quelli che fanno economia nel territorio non si siano incazzati come bestie per come, per decenni, sia stato gestito il comprensorio del lago, è veramente incomprensibile. Oggi, quando scendere in piazza e magari combinarne di tutti i color i è quasi di moda, una cosa del genere non sarebbe certo inopportuna. Oggi le sue acque, un tempo verdi ed azzurre, sono costantemente color caffè latte, di balneazione non se ne parla, 21 dei 24 approdi e darsene sono in secca, durante la bella stagione le barche in acqua son una rarità, negli anni in cui il lago era in salute la navigazione era così intensa che furono prese misure anti-inquinamento con la riduzione delle potenze ed il tipo dei motori, campionati europei ed italiani di vela e tante altre importanti regate sono ormai solo un ricordo, la pesca sportiva di lucci e persici reali che portava sul lago appassionati anche da fuori regione, un altro ricordo, troppi bei ricordi e troppa tristezza. Un appello a chi può: volete finalmente prendere atto della situazione del Trasimeno ed impegnarvi seriamente sull’unica azione da intraprendere per la sua salvezza e per rilanciare l’economia del suo territorio? La temperatura globale da anni sta crescendo costantemente, le piogge colpiscono con violenza solo alcune regioni del nostro paese lasciandone praticamente all’asciutto tante altre e l’Umbria, per fortuna e per disgrazia è tra queste, la piovosità media è diminuita del 50/60 per cento, in queste condizioni il Trasimeno non ha più acqua nuova e quella poca che ne rimane si riscalda sempre di più, aumenta l’ evaporazione, il moto ondoso, anche se non importante, a causa dei bassi livelli, muove il fondo rendendo l’ acqua torbida riducendo la penetrazione della luce solare con gravi problemi per fauna e flora, i fanghi in sospensione si accumulano sotto vento interrando così le darsene. In questa situazione c’è solo una soluzione al problema: l'allargamento del bacino imbrifero e questo è possibile portando al Trasimeno l’acqua del lago di Valfabbrica. Questo, una volta invasato completamente, sarà il settimo più grande lago artificiale in Europa. Il progetto che lo riguarda prevede una rete di condotte, già in parte realizzate, della cui realizzazione si è fatta carico Umbra Acque con un progetto di 18 milioni, di cui 16,2 assegnati con fondi PNRR, condotte che dovranno servire a scopo irriguo ed idropotabile il 70% della nostra regione. La facoltà di ingegneria dell’Università di Perugia realizzò nel lontano 2004 un secondo progetto che prevede un collettore che dovrà collegare direttamente il lago di Valfabbrica con il Trasimeno. Questo collettore è destinato ad utilizzare solo acque di esubero in inverno e primavera che altrimenti andrebbero perse, con esso si prevede di trasferire al Trasimeno 10/15 milioni di metri cubi all’anno. L’ impianto, essendo completamente indipendente da quello gestito da Umbra Acque non andrà a sottrarre acqua a quest’ultimo. Il termine dei lavori era previsto per agosto 2026 con un costo di 120 milioni. Che fine abbia fatto il progetto ed il suo iter non si sa, ma sarebbe fondamentale riprenderlo e proporne il finanziamento con fondi del PNRR . La salute del Trasimeno e dell’economia del suo territorio si potrà salvare solo quando saremo in grado di gestire i livelli del lago, solo allora turismo, fruibilità delle sue acque, pesca professionale e sportiva, pista ciclabile ed ogni altra attività economica e ricreativa sul territorio potranno produrre ricchezza e migliorarne l’immagine e di conseguenza l’attrattività turistica. È ora che si faccia fronte comune con una convergenza anche politica nel considerare il “problema Trasimeno” come gravissimo e la sua soluzione un’assoluta priorità".