Il "Grande Slam" della Sir e le domande della prossima stagione

22.08.2026 05:31 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Il "Grande Slam" della Sir e le domande della prossima stagione

C'è un modo pigro di raccontare una stagione: contare i trofei e chiudere il discorso. La Sir Perugia merita di più. Il Grande Slam non è arrivato in una notte, è la somma di mesi in cui la squadra ha fatto la cosa più difficile, cioè restare la stessa quando le partite cambiavano faccia.

Il primo ingrediente è la continuità. Perugia ha vinto poco a poco, gara dopo gara, senza concedersi cali lunghi. In una SuperLega livellata verso l'alto, dove ogni trasferta può diventare una trappola, tenere alto il rendimento per un'intera stagione vale quanto un titolo. Da lì è partito tutto.

Poi c'è la gestione dei momenti decisivi. I set che si decidono sul filo, i time out chiamati nell'istante giusto, il servizio che cambia l'inerzia. Le squadre che vincono tanto lo fanno perché sbagliano meno quando conta. Perugia ha dato l'impressione di sapere sempre dove mettere le mani nei finali punto a punto. Contano i dettagli: una ricezione tenuta in piedi, un muro chiuso all'ultimo, un cambio che entra e non trema.

Il terzo elemento è il gruppo. Un Grande Slam non lo porta a casa un singolo, per quanto forte. Servono le seconde linee, i cambi che entrano freddi e chiudono un set, i giocatori che accettano un ruolo meno appariscente. La profondità della rosa ha permesso di reggere un calendario fittissimo tra campionato, coppe e appuntamenti internazionali.

Non va dimenticato il rapporto con la città. Il palazzetto pieno, il tifo che spinge nei momenti storti, una piazza che vive la pallavolo come cosa propria: sono dettagli che non entrano nelle statistiche ma pesano. Perugia ha giocato molte partite chiave con il pubblico dalla sua parte, e si è visto.

Infine la competitività su più fronti. Restare in corsa allo stesso tempo per Coppa Italia, Supercoppa, scudetto e trofei europei richiede una tenuta mentale rara. Molte squadre scelgono, consapevolmente o no, su cosa puntare. La Sir ha provato a non rinunciare a niente, e alla fine il conto dei trofei le ha dato ragione.

Adesso però comincia la parte più scivolosa, quella che nessun Grande Slam mette al riparo: la ripartenza. Vincere tutto sposta l'asticella. Il mercato diventa un tema delicato, perché confermare un gruppo vincente è complicato quanto costruirlo, e ogni innesto va incastrato in equilibri già rodati. Chi vince tutto si ritrova con richieste in aumento per i propri giocatori migliori, e trattenerli non è mai scontato. Le novità di regolamento della prossima stagione aggiungono un'altra variabile da studiare.

Cambia anche la prospettiva psicologica. Una squadra abituata a vincere riparte da favorita, e questo comporta un rovescio della medaglia. Vuol dire che ogni avversaria prepara la sfida con un'attenzione diversa, che ogni serata storta diventa una notizia. Una squadra così dominante finirà spesso tra le scelte di chi prepara schedine oggi o cerca spunti per le partite di giornata, semplicemente perché il suo nome pesa nei pronostici. Ma partire davanti a tutti obbliga anche a gestire pressione, calendario e la voglia degli altri di essere quelli che fermano la festa.

Sarà questo il vero test. Non se la Sir è forte, quello lo abbiamo visto, ma come reagirà quando la parola d'ordine non sarà più conquistare, bensì difendere. Il Grande Slam resta in bacheca e nessuno può toglierlo. La stagione che arriva, invece, è tutta da giocare. Le avversarie hanno un anno intero per studiare le contromisure, e nessuna vorrà restare a guardare. E proprio per questo vale la pena seguirla dal primo turno.