Da oggi in Umbria scatta la rivoluzione anti-Covid

14.10.2020 15:08 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Da oggi in Umbria scatta la rivoluzione anti-Covid

Tamponi molecolari, da oggi si cambia. Scrive Erika Pontini su La Nazione che iI contatti diretti dei casi positivi – o caso indice – che sono asintomatici verranno posti in isolamento per dieci giorni, all’esito dei quali la Asl effettuerà un test molecolare. Se negativo il soggetto potrà rientrare in società. «E’ meglio isolare più e ridurre la diffusione che fare più tamponi – spiega il dottor Massimo D’Angelo, direttore sanitario dell’Asl 1, la prima linea dello screening per il Covid-19 – anche perché un tampone eseguito oggi su un soggetto può risultare negativo solo perché il virus non è ancora evidenziabile e positivizzarsi dopo 2-3 giorni. D’ora in poi invece si cercano i contatti del caso indice che vengono posti in isolamento, si attiva la sorveglianza sanitaria e si interviene alla comparsa eventuale del primo sintomo. Più tempestiva è la diagnosi, migliore l’azione che noi sviluppiamo sull’assistenza e quindi la prognosi». La velocità, in sostanza, può abbattere l’ospedalizzazione, a differenza di quanto accaduto nella Fase 1 «quando cercavamo solo i malati mentre attualmente la maggior parte sono asintomatici o con sintomi lievi», aggiunge il direttore. Il nuovo sistema di tamponi, deciso con il Dpcm che entrerà in vigore oggi potrebbe abbattere notevolmente il numero di tamponi da eseguire e, di conseguenza anche i tempi. Attualmente infatti l’attesa è stata variabile: chi è stato tamponato subito e chi è rimasto in casa anche dieci giorni senza risposte. «Fino ad oggi (ieri, ndr) il test sul contatto veniva eseguito al tempo 0 e normalmente impiegavamo 3-4 giorni per eseguirlo. Ma ovviamente più aumentavano i positivi più sovraccaricavamo il sistema con minore capacità di risposta – spiega D’Angelo –. Noi utilizziamo oltre 60 operatori solo per i tamponi. La nuova metodologia semplifica l’indagine epidemiologica visto che la media dei contatti da porre in isolamento per ogni caso indice è di oltre 20 persone». Ma l’Asl sta mettendo in campo anche la diversificazione dei testing: sierologici sui servizi di pubblica utilità, come personale delle caserme che saranno tamponati solo se risultano postivi agli anticorpi e altre metodologie di test veloci nelle collettività chiuse, come le scuole «stiamo monitorando le sperimentazioni di altre regioni». Dall’Asl arriva anche un appello ai pazienti: «Non andate in ospedale se avete la febbre, non modifica il nostro l’approccio. I medici di famiglia possono infatti chiedere direttamente il tampone. Con il crescere dei contati è la tenuta degli ospedali a preoccupare. L’Umbria ieri ha registrato un nuovo decesso, il 91esimo dall’inizio dell’epidemia morto all’ospedale di Perugia: si tratta di Giuseppe Foccia, 77 anni, padre del maresciallo dell’Arma morto in Bosnia in un incidente. I contagi invece sono arrivati a quota 136 positivi su circa 3mila tamponi: quindi il 4,5% dei soggetti sottoposti a screening. La regione è la seconda per numero di tamponi eseguiti ogni 100mila abitanti ma anche in cima alla classifica per incremento dei contagi: il 4,57% contro l’1,8% di Roma, una delle zone attualmente più colpite. Aumentano anche i ricoveri, arrivati a quota 79 di cui 11 in Terapia intensiva tra Perugia, Terni (che proprio ieri ha potenziato il polo di malattie infettive), Foligno e Città di Castello. Il Santa Maria della Misericordia dove ieri hanno ricoverato altri tre pazienti (di cui uno in Intensiva) sta meditando in queste ore di riaprire un Reparto di area medica per far fronte all’aumento dei ricoveri e pure una Rianimazione visto che l’attuale reparto di Terapia intensiva, diviso in due (Covid e no-Covid) sarebbe già al collasso e due pazienti ordinari sono stati spostati all’ospedale di Branca. i si continua ad ammalare anche negli ospedali. Tre operatori sanitari e due dipendenti di ditte esterne sono risultati positivi al Covid ma i contatti asll’interno sono risultati negativi.