“Contromano, la storia di Silvano Fiorucci”: un libro per raccontare chi ha scritto pagine di storia del calcio
Ha avuto una carriera ben più brillante di quanto si possa immaginare senza andare ad approfondirne il curriculum da calciatore ed anche da allenatore. Eppure, Silvano Fiorucci, nato il 10 marzo 1957, è stato un esempio in campo quando giocava ed anche una maestro di calcio nelle stagioni da allenatore. Al punto che gli è stato dedicato un libro con la sua biografia scritto da Domenico Carella. “Contromano, la storia di Silvano Fiorucci”: questo il titolo, con la prefazione di Gianni Pirazzini. Significative le sue esperienze con la Spal in B e le tre stagioni, dal 1983 al 1986, al Casarano, dove fu una delle “colonne portanti” di quella formazione plasmata dal compianto mister Lamberto Gorgis che batté il grande Bari al “Capozza” (19 febbraio 1984) e sfiorò, per un punto, la promozione in serie B e, che, nel 1985, conquistò la Coppa Italia di Serie C. Oggi è il responsabile tecnico della Scuola Calcio e del Settore Giovanile della Junior Castello Calcio.
Silvano Fiorucci iniziò la lunga carriera da difensore nel 1973, debuttando a soli 16 anni in Serie D con il “suo” Città di Castello, per poi passare a Vigevano e Jesolo. Le sue prestazioni di grinta e forza lo portano in C2 con Celano e Galatina e in C1 con Casarano, Paganese e Lecco. Poi il grande passo in serie B con la Spal, che gli vale anche la convocazione di Azeglio Vicini in nazionale azzurra Under 21, dove gioca a fianco di colleghi illustri come Cabrini, Manfredonia, Virdis, Collovati, Guidolin e Giordano. Appenderà le scarpette al chiodo a soli 33 anni dopo l’esperienza di Torgiano, dove oltre ad essere calciatore ricopre pure il ruolo di responsabile del settore giovanile, allenando i giovani del vivaio e scoprendo qui la vocazione da “mister”.
La sua nuova carriera da allenatore sarà altrettanto brillante e lunga, sulle panchine di tutta Italia. Dopo Torgiano e Pievese in Eccellenza diventa protagonista in serie D con Città di Castello, Orvietana, Pierantonio, Sansepolcro, Mezzolara, Trestina e Torrecuso. In C2 guida Imolese e Sansovino mentre in C1 Arezzo, Teramo, Fidelis Andria, Benevento e Foggia. Proprio nella città pugliese Fiorucci passa l’anno più bello della sua storia, infilando 11 risultati utili consecutivi che gli valsero la salvezza: allora, in una vignetta, lo chiamarono addirittura “San Silvano Fiorucci” e oggi è ancora ricordato tra i migliori allenatori dei rossoneri con Zeman e De Zerbi. Tra serie B e serie A, inoltre, è stato collaboratore tecnico di Padova, Treviso, Fidelis Andria, Reggina e Genoa.
Fiorucci possiede il Master di allenatore professionista di Prima Categoria-Uefa Pro (qualifica che in Umbria, oltre a lui, hanno solo Leonardo Argentina, Serse Cosmi e Walter Novellino). In 30 anni di carriera è stato più volte considerato “l’uomo delle imprese impossibili”, subentrando spesso a stagione in corso e centrando 5 insperate salvezze in altrettanti playout con Imolese (C2), Benevento, Fidelis Andria (C1) e Orvietana (due volte in serie D). Tante salvezze sono arrivate anche prima dell’ultima giornata come a Mezzolara, Città di Castello, Trestina e Orvietana.