26 anni fa l'incidente di Luca Panichi in sella ad una bici: oggi l'emozione nel suo racconto...

18.07.2020 11:45 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
26 anni fa l'incidente di Luca Panichi in sella ad una bici: oggi l'emozione nel suo racconto...

Questo il racconto di Luca Panichi. "18 luglio 1994: 26 anni fa nella cronoscalata del Giro dell Umbria internazionale dilettanti, fui travolto da un auto nel tratto che da Viterbo porta a San Martino al Cimino, quest ultimo luogo, lo stesso nel quale un anno prima si vinse la classifica finale a squadre e individuale del Giro dell Umbria, con il grande Daniele Cignali, nell Audax Piobbico guidata dal mitico Bibi! In questi 26 anni ho vissuto una tale intensità di vicende e sensazioni che mi hanno ringiovanito nel cuore, nell anima e nello spirito di vita. Tante sfide, innumerevoli situazioni inedite, volontà di non mollare mai, stimolo a migliorarsi sempre. In tutto ciò, la vera differenza la possiamo fare rimanendo se stessi, non perdendosi: è dentro di noi che troviamo quelle energie di base che ci proiettano poi nella formidabile opportunità di cogliere e vivere la vita sempre come un dono prezioso da custodire e da far crescere con gli Altri!.Il mio amore per il ciclismo e la gioia di vivere non sono mai venuti meno, perché qualsiasi negatività non deve farti mai arretrare nei percorsi della vita, ma aumentare il desiderio di superare le difficoltà e continuare ad esserci! Le prime lacrime dopo l incidente le versai ad un anno esatto di distanza, quando ebbi la notizia in Germania, mentre facevo riabilitazione, della tragica morte di Fabio Casartelli al Tour de France! In quel dolore immenso, dentro quella tragedia, elaborai la mia disavventura, comprendendo meglio di avere una grande opportunità: poter perseguire le mie passioni di vita, il mio esserci nel mondo. Ciascuno di noi può scegliere quali significati attribuire a ciò che stiamo vivendo. È errato pensare di vivere la giornata come se fosse l ultima da vivere o viverla dimenticando ciò che siamo e da dove veniamo. La vera mossa da fare quotidianamente è provare a rendere la propria giornata unica, nelle sensazioni, nelle emozioni, nel mattoncino di vita che vogliamo metterci. Gli imprevisti e gli ostacoli non devono diventare mai un parametro di riferimento del nostro agire, ma semmai rafforzare la consapevolezza interiore che oltre le nuvole c è il sole, il cielo azzurro, ci sono le stelle. La serenità non deriva dai risultati che otteniamo nella vita, ma da come affrontiamo i medesimi viaggi e i medesimi percorsi della vita. Crederci sempre, immergersi nel mondo, appassionarsi, condividersi, amarsi, sono la linfa vitale per sorridere interiormente a noi stessi, agli altri, alla vita, alla luce di Dio. Pazzo non è colui che crede e lotta anche nell impossibile presunto, ma colui che rimane immobile a contemplare la vita che scorre o a viverla nella logica di quella comfort zone che diventa riparo da ogni incertezza, inibendo qualsiasi chance di migliorarsi e di entusiasmarsi, di crescere, di contaminarsi con la bellezza dell universo. Sempre Avanti tutta, è così"