Tra Ternana, Perugia e Coni... "Che brutto momento per le massime rappresentanze sportive in Umbria"
La riflessione di Fabbrizio Paffarini, presidente regionale umbro del Csen, sullostato dello sport umbro, tra Perugia, Ternana e futuro del Coni. Che brutto momento per le massime rappresentanze sportive in Umbria! In apparenza, ad esempio tra i 'professionisti come direbbe Gabriele Gravina', sembrano messi peggio i cugini rossoverdi, ma non va dimenticato che il Perugia in certe condizioni c'è già passato più di una volta e il futuro attuale non è poi cosi chiaro. Certo, fa stupore che con 20 milioni di deficit la Ternana possa fallire, indipendentemente dal brutto presunto affare dello stadio/clinica, quando i club di Serie A, al 30 giugno 2025 hanno raggiunto i 4,89 miliardi di euro di debito con la Juventus 740 milioni, Inter 670 milioni e Roma 640 milioni che battono tutti. In compenso, dopo mesi di schermaglie, a seguito del vuoto istituzionale creatosi dalle dimissioni dalla massima carica Regionale del Dott. Aurelio Forcignanò, ieri sera, l'intervento del Presidente Nazionale del Coni Luciano Buonfiglio, ha apparentemente tranquillizzato tutti, avendo annunciato l'indizione delle prossime elezioni per il rinnovo della presidenza per il 23 maggio 2026. Di improvviso sembra essere scoppiata la pace tra le componenti sportive, ma ho l'impressione che oltre la calma apparente, sotto la cenere, bruci ancora il fuoco. Al Coni Umbria si è avvertita un’improvvisa quiete sulle acque della nostra regione. Ma non lasciamoci ingannare: è una quiete che mi è apparsa molto ipocrita, una pace di facciata dopo settimane di frenetici incontri e interventi formali. Vedremo se questo atteggiamento avrà un seguito reale o se si dissolverà, come temo, fino almeno all'approssimarsi del voto.
Visto che si è parlato di programmi da presentare, ecco a seguire una mia analisi personale e la sintesi di alcune proposte per lo Sport e per il Coni, da persona indipendente e disinteressata, ma con qualche lustro da atleta, insegnante, tecnico, dirigente e docente coni sulle spalle. L’Umbria è una terra antica e nobile, fatta di gente spigolosa ma laboriosa, di parola e seria, ed è mio pensiero che per questo merita di essere guidata da "Uomini e Donne" che siano moralmente e culturalmente inappuntabili. Persone capaci di ricoprire i ruoli di comando senza cedere a logiche di spartizione politica o a protagonismi di interesse. Oggi, tuttavia, la realtà ci consegna dati che non ammettono repliche e che devono essere la base di ogni futura iniziativa.
Il declino demografico: siamo una regione che invecchia e si spopola. Con un’età media di 48,5 anni e con soli 800.000 abitanti c.a, assistiamo pure impotenti all'esodo per lavoro o miglior fortuna dei nostri figli verso il nord o l’estero. L'emergenza sanitaria e motoria: Il 35% della nostra popolazione è totalmente sedentaria. Questa non è solo una statistica sportiva, ma un presagio di gravi ripercussioni future sulla salute pubblica e sulla tenuta del sistema sanitario. Il degrado delle strutture: L’80% della nostra Impiantistica Sportiva è ormai obsoleto, talvolta persino pericoloso, incapace perfino di garantire i requisiti minimi di sicurezza. Nella regione è ormai impossibile organizzare grandi eventi sportivi di 2/3 mila persone, poiché dove ci sono i rari impianti idonei, mancano le opportunità alberghiere e viceversa. Quindi, come per la viabilità in generale, siamo discriminati in partenza.
Le difficoltà dell’attività fisica a scuola: solo il 74% delle scuole dispone di una struttura adibita a palestra; di queste, il 90% è privo di attrezzature adeguate e spesso costringe più classi alla compresenza, rendendo impossibile ogni reale insegnamento tecnico. La gestione degli Enti: È inaccettabile che il Coni, nonostante i cospicui contributi statali elargiti sin dal 1946 su base nazionale, non disponga ancora di "Sedi e Impiantistica di proprietà" in Umbria come in quasi tutto il Sud, a differenza di altre realtà virtuose al nord del paese. La perdita degli spazi comuni: qualcuno vuole veder tornare i bambini a giocare nelle piazze e nelle strade, ma non possiamo ignorare lo stato di abbandono, i pericoli del traffico per i ciclisti e le insidie che si annidano oggi all'aperto, tra pericoli costanti, criminalità e degrado. Non abbiamo bisogno di palliativi. Se le proposte ascoltate dai nostri Vertici Sportivi si limitano al ripristino dei Giochi della Gioventù o a insistere sul Trofeo Coni, significa che non si è compresa l'entità della crisi e che siamo messi proprio male. È mia profonda convinzione che prima di pensare ai rappresentanti della Federcalcio o a chi diventerà Presidente Coni Umbria, dobbiamo guardare più in alto, tornando a fissare lo sguardo alla base dell'associazionismo dilettantistico. A mio avviso, è necessario:
Ripristinare la Scuola dello sport, ispirandosi al magistero del compianto Alberto Madella e, formare tecnici, maestri e allenatori sotto verifica e controllo diretto del Coni. Altro che corsi online di un solo giorno... Sostenere economicamente le ASD e SSD, che sono il vero presidio territoriale, il vero luogo di cultura, di educazione, dove si impara la gioia della vittoria e il dolore della sconfitta, dove la lealtà e il rispetto sono dovuti spontaneamente, anche nei luoghi più marginali e dimenticati. Altro che safeguarding nello sport, è più importante un vecchio custode serio e premuroso che cento avvocati. Garantire assistenza tecnica alle ASD e SSD continuativa e gratuita, fornita da docenti e tecnici CONI scelti per competenza e non per "raccomandazione".
Liberare il dilettantismo dal giogo di una fiscalità cervellotica e da una burocrazia ai più ingestibile. Il dilettantismo è una risorsa ineludibile. È il luogo dove si costruisce la comunità, dove si coltivano passioni e si proteggono valori come il rispetto, la lealtà e l’amicizia in modo spontaneo.
Torniamo a parlare di ore di allenamento, di esercizio tecnico, di educazione e di vita sociale, realmente possibili per tutti, non soltanto per le famiglie benestanti e mai solo per esercizio del potere. Non tutti si chiamano Sinner, e non tutti possono permettersi mandare i propri figli minori ad allenarsi con i migliori maestri all'estero. Ma il diritto costituzionale che ogni cittadino, a prescindere dalle proprie possibilità economiche, abbia possibilità di accesso alle migliori scuole, anche sportive, deve essere rispettato. Lo stato e di conseguenza il Coni nazionale, devono assolutamente riservare annualmente all'Associazionismo di base delle "Risorse Dirette", e non finanziare lautamente soltanto i vertici delle rispettive Federazioni. In ultimo, ma primo dei miei pensieri, mi preme esternare pubblicamente la mia profonda gratitudine a Domenico Ignozza, attualmente componente della Giunta nazionale Coni, per l'amicizia e l'affetto dimostratomi in tanti anni di impegni sportivi, soprattutto in questo ultimo decennio, che ha visto la mia persona afflitta da difficoltà private che non meritano essere raccontate per non dare importanza a chi ha tentato inutilmente e senza ragioni di farmi del male. L'Umbria e i suoi giovani, come tutta l'Italia, non possono più attendere".