SPECIALE UMBRIA JAZZ - Venduti oltre 46mila biglietti per i concerti, superando i tre milioni di euro
Nuovo record di Umbria Jazz con oltre 46.000 biglietti venduti e più di 3 milioni di euro al botteghino: il suono di una comunità che cresce. Come per un concerto che ascolti una volta e ricorderai per sempre, le luci della cinquantatreesima edizione di Umbria Jazz si spengono con un nuovo doppio traguardo: 46.000 biglietti venduti e il record di incasso di 3 milioni di euro, confermando la forza di un progetto culturale che da oltre cinquant’anni mette al centro la musica, ma che nel tempo è diventato molto di più. Per dieci giorni Perugia è stata abitata da centinaia di musicisti, da migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, da artisti di generazioni diverse, da giovani, famiglie, studenti e professionisti che hanno condiviso gli stessi spazi, le stesse piazze, gli stessi teatri. I numeri del successo: oltre 46.000 biglietti venduti, oltre 3 milioni al botteghino, superando il precedente record di 42.035 e 2,38 milioni di euro del 2024 con un incremento del 26%. 500 musicisti e 80 band per una media di 28 appuntamenti al giorno per 10 giorni. Tutti sold out i 29 appuntamenti a pagamento al Teatro Morlacchi e alla Sala Podiani (entrambe + 38% incasso). Partecipazione altissima per i quasi 160 eventi gratuiti a tutte le ore del giorno. Oltre 10.000 persone hanno partecipato gratuitamente al concerto di anteprima con Serena Brancale. Il servizio di trasporto pubblico, con il Minimetro (stimate 160 mila validazioni), le navette integrative e il coordinamento della Protezione Civile, ha garantito la gestione dei flussi di pubblico, contribuendo alla riduzione del traffico verso l'acropoli e assicurando la mobilità anche nelle fasce serali. Ma dietro i numeri c’è la forza di una proposta artistica. L’edizione appena conclusa ha confermato l’equilibrio che da sempre rappresenta la cifra distintiva del festival: il grande jazz internazionale, le sue genealogie laterali, le musiche nere americane, il pop colto, il soul, il gospel, le contaminazioni. Un festival pervaso da una eleganza essenziale, dove possono convivere mondi vocali lontani e vitali come Cécile McLorin Salvant, Annie & the Caldwells e Laurie Anderson con le sue sperimentazioni e l’impegno civile; il pianismo colto e innovativo di Jason Moran e la saggezza di più vite di Charles Lloyd; le figure più carismatiche della musica che condividono lo spirito del jazz: da Sting a Zucchero e Gilberto Gil passando da Snarky Puppy e la Metropol Orkest (prima volta in Italia), Kingfish e Elvis Costello. Il Festival ancora una volta mostra la libertà di non consegnarsi mai a un’unica emozione. I concerti gratuiti hanno restituito il centro storico alla sua vocazione di spazio pubblico con una programmazione a rotazione largamente apprezzata, animati dalla grinta di Jontè Mayon, erede della tradizione black americana, o dal calore blues di Alan Harris, uno degli ultimi grandi crooner jazz americani, e da decine di altri grandi musicisti che tornano a Perugia con regolarità oppure dopo anni, scegliendo Umbria Jazz come luogo speciale del proprio percorso artistico. Le proposte più raccolte della Podiani hanno fatto ascoltare artisti originali come Ethan Iverson, Brandee Younger, Immanuel Wilkins, Kris Davis, appena eletta Pianista dell'Anno Downbeat 2026. Le Berklee Clinics, il Conad Jazz Contest, le produzioni originali, i club, i teatri, le piazze e le jam session notturne hanno trasformato Perugia in una città che vive di musica a ogni ora del giorno. Tutto questo si traduce in valore culturale. Immagini, incontri e applausi raccontano perché il festival continua a crescere ed essere riconosciuto nel mondo: la capacità di creare appartenenza e comunità. Per molti musicisti esibirsi a Umbria Jazz significa entrare in una storia condivisa, ritrovando un pubblico competente e curioso, una città che ascolta e accoglie, un festival capace di custodire la propria identità rinnovandosi continuamente. Una comunità che cresce con la musica, come accade per gli oltre 700 bambini che hanno partecipato per 9 giorni ai laboratori e alle iniziative di UJ4Kids con le loro famiglie, per i 220 studenti del Berklee at UJ Clinics, un progetto unico che ha consentito negli anni a decine di studenti di accedere alla formazione superiore, costruendo a Perugia la propria identità di musicista. Tra le novità di questa edizione, il ritorno “in house” della produzione e della gestione del merchandising, con il lancio di una nuova linea premium destinata a entrare stabilmente in catalogo e a essere commercializzata durante tutto l'anno. Durante il Festival i prodotti hanno registrato performance di vendita particolarmente positive nei tre punti vendita del centro storico e all'Arena Santa Giuliana, confermando l'elevato interesse del pubblico. Grande successo per la t-shirt manifesto con l'opera di Dario Fo La danza degli Zanni, per la collezione vintage e per la Limited Edition, esaurita in poche ore. Umbria Jazz sui media I media nazionali, locali e i TG hanno dato ampio spazio al racconto del Festival con notizie, approfondimenti e speciali. 60 testate giornalistiche accreditate, oltre 8,5 milioni di visualizzazioni complessive tra Facebook e Instagram, con 10.000 nuovi follower acquisiti sui due canali social da settembre 2025. Radio Monte Carlo, radio ufficiale di Umbria Jazz, anche quest’anno ha trasferito la sua redazione a Perugia con lo stand in Corso Vannucci, con 8 speaker e 10 addetti, realizzando oltre 120 ore di diretta in 10 giorni dalle 10 a mezzanotte, più di 50 interviste, 10 live sessions con Nick The Nightfly. Rai Cultura, con il supporto di Rai Umbria, ha realizzato per la prima volta uno speciale di 60 minuti dedicato all’edizione 2026 con interviste esclusive. Il documentario Notti Jazz - Speciale Umbria Jazz 2026, per la regia di Graziano Paiella, andrà in onda su Rai5 a settembre. Il suono dell’Umbria è il jazz Il successo di Umbria Jazz 26 trova una puntuale conferma nei dati del rapporto SIAE per il 2025 dove emerge che “più che sulla quantità dell’offerta, il sistema regionale umbro fonda la propria competitività sulla qualità, sulla riconoscibilità internazionale e sulla capacità di generare valore attraverso eventi altamente identitari. Questa caratteristica emerge con particolare evidenza nel comparto jazz”. Nella concertistica è’ il jazz infatti il principale elemento distintivo dell’Umbria con la più elevata spesa media per spettatore d’Italia (37,89 euro); il più elevato introito medio per spettacolo (oltre 11.000 euro); il più alto livello di concentrazione del valore economico del jazz rispetto alla dimensione regionale. Grazie a Umbria Jazz, l’Umbria occupa una posizione di leadership che non deriva dalla dimensione del mercato regionale, bensì dalla qualità dell’offerta, dal prestigio internazionale del festival e dalla capacità di attrarre un pubblico disposto a sostenere livelli di spesa significativamente superiori alla media nazionale. “Si tratta di un posizionamento distintivo difficilmente replicabile da altri territori italiani”. «Umbria Jazz è uno dei festival più importanti. Da cinquantatre anni porta qui le forme più varie di espressione musicale, dai jazzisti americani ai bossa-novisti brasiliani, fino agli artisti pop e la musica popolare proveniente da varie parti del mondo. Questo è Umbria Jazz. Questa l’eredità e l’importanza di Carlo Pagnotta, il suo grande ideatore». Gilberto Gil «Essere qui a Perugia è un onore. Qui ho incontrato Miles Davis: è stato il momento più importante della mia vita. Tornare dove ho suonato, insegnato e costruito amicizie è qualcosa di profondamente importante per me. Bisogna custodire momenti così». Terence Blanchard «Sognavo di venire qui da una vita. Essere finalmente a Perugia è un'emozione immensa». Annie & The Caldwells «Ho ascoltato musica incredibile in questo luogo. A Perugia e a Orvieto ho vissuto alcuni dei ricordi musicali più belli della mia vita. Sono grato di poter tornare ancora». Bill Frisell «Abbiamo una memoria affettiva legata a Umbria Jazz. Fin da bambini ascoltiamo i racconti su Umbria Jazz e indossiamo le magliette che nostro padre portava a casa dal festival. Per noi questo palco è un tempio della musica e dei festival europei». Gilsons «A Umbria Jazz sono sempre tornato con la stessa emozione: questo festival continua a mettermi una soggezione enorme ed ho anche un piccolo primato: finora non ho mai trovato nessuno più vecchio di me». Gianni Coscia Umbria Jazz Winter Con la chiusura dell’edizione 2026 lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento. Dal 30 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027 Orvieto ospiterà una nuova edizione di Umbria Jazz Winter, appuntamento che rinnova la tradizione di accompagnare il passaggio al nuovo anno con la musica, portando lo spirito di Umbria Jazz in uno dei luoghi più affascinanti dell’Umbria. Tra gli ospiti d’eccezione Brad Mehldau, John Pizzarelli Trio (tributo a Tony Bennett per il Centenario) e Eric Alexander and Vincent Herring Super Quintet con Lewis Nash. Ringraziamenti Le istituzioni, gli operatori culturali e commerciali, le persone che lavorano dietro le quinte concorrono alla riuscita della manifestazione generando valore. Il Festival impiega 300 lavoratori direttamente, mentre oltre 1000 lavoratori sono impiegate dall’indotto. La Fondazione di Partecipazione Umbria Jazz desidera esprimere il proprio più sentito ringraziamento a tutto lo staff. Un ringraziamento particolare va inoltre ai partner istituzionali: Unione Europea e Ministero della Cultura, Regione Umbria – Assemblea Legislativa, Comune di Perugia e la Fondazione Perugia per il costante sostegno alla manifestazione, Camera di Commercio dell'Umbria, Galleria Nazionale dell'Umbria, Conservatorio di Musica di Perugia "Francesco Morlacchi", Università per Stranieri di Perugia e Accademia di Belle Arti di Perugia, che con la loro collaborazione contribuiscono alla crescita culturale e al prestigio del Festival. La Fondazione rivolge inoltre la propria gratitudine agli sponsor Conad, UniCredit, Confcooperative, Farchioni, Trenitalia, ITA Airways, Edison Next, Basalti Orvieto, Carlsberg, CNA, Augusta Perusia, Umbria Acque,Aperol e Gesenu. Un sentito ringraziamento è rivolto anche al partner etico Croce Rossa Italiana, per il costante impegno al servizio della manifestazione. Si ringrazia inoltre Radio Monte Carlo, radio ufficiale del Festival, per l'importante attività di promozione e diffusione, e tutti i partner media e tecnici.