Perchè ancora così tante limitazioni in Umbria? I dati del contagio impomgono ancira cautela

27.02.2021 20:00 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Perchè ancora così tante limitazioni in Umbria? I dati del contagio impomgono ancira cautela

Sono stati superati ampiamente in Umbria i 400 casi ogni centomila abitanti per un lungo periodo in Umbria. Scrive Michele Nucci su La Nazione che le rilevazioni dell’Istituto superiore di sanità raccontano di un Rt superiore a 1,07 (mentre quello puntuale medio aggiornato agli ultimi 14 giorni secondo il nucleo epidemiologico è pari a 0,92), di una regione ancora a «rischio elevato di epidemia» e di un’incidenza di 226 casi ogni centomila abitanti (a Perugia città sono scesi a 161 mentre a Terni sono 75). Restano problematiche le situazioni di Foligno (452), Città di Castello (461) e Assisi (399). E poi ci sono le percentuali di riempimento dei reparti ospedalieri e delle terapie intensive, tra i peggiori del Paese. Tutto questo fa sì, che nonostante il lento miglioramento degli ultimi sette giorni, il Cuore verde – sempre a casua di quanto accade in provincia di Perugia – resti una realtà problematica. Quanto ai dati giornalieri emerge ancora questo rallentamento che il nucleo epidemiologico regionale ieri aveva evidenziato. In verità ci sono stati 331 nuovi positivi nelle ultime 24 ore a fronte di 327 guariti, quindi la curva non si è piegata all’ingiù stavolta. Ma di sicuro comincia a essere alto proprio il numero di quelli che non sono più affetti dal virus e questo spinge a un cauto ottimismo. Attualmente i positivi in Umbria sono 8.328, con oltre 44mila persone che hanno contratto il virus dal marzo scorso e che quindi - varianti permettendo - al momento dovrebbero essere immuni. Per loro però gli esperti invitano sempre alla massima prudenza. I tamponi (molecolari e antigenici) nell’ultimo giorno sono stati oltre seimila, un po’ meno della media delle ultime settimane, ma pur sempre tanti Il dato tragico dei morti purtroppo resta: ieri altri sette, con il totale che in 25 giorni a febbraio arriva a 229, una media giornbaliera di 9,16 vittime superiore a quella di novembre (il mese peggiore da inizio pandemia) e con questo mese che nonostante non sia ancora finito ha superato ampiamente i decessi di dicembre (furono 217) e quelli di gennaio (157). Resta forte la pressione sugli ospedali nonostante la dimunizione dei ricoveri, scesi a 519 in tutta l’Umbria (sei in meno rispetto a ieri) e due in meno in Terapia intensiva (78). Ma questo non deve far cantare vittoria, perché i nosocomi di tutta la regione sono ancora sotto forte stress e all’ospedale di Perugia - solo per dirne una - restano sospese tutte le prestazioni non urgenti.