A Palazzo Graziani Baglioni di Torgiano è in corso "Sonnambulismi", mostra personale di Massimo Luccioli
Sino al 30 settembre Palazzo Graziani Baglioni di Torgiano ospita Sonnambulismi, la mostra personale di Massimo Luccioli, a cura dello storico dell’arte Mario Finazzi. L’Amministrazione Comunale di Torgiano, in concomitanza dell’inizio dell’Agosto Torgianese, ha presentato la mostra Sonnambulismi, rassegna personale dell’artista Massimo Luccioli, scultore, disegnatore, e tra i massimi maestri ceramisti italiani. Un percorso espositivo in cui disegno e ceramica si incontrano, dando vita a opere sospese tra realtà e immaginazione. Segni, materia e forme emergono lentamente, invitando ogni visitatore a scoprire significati sempre nuovi. La mostra, che arricchisce la proposta del già folto programma dell’Agosto Torgianese, presenta un nutrito nucleo di opere dell’artista tarquiniense, grandi sculture e disegni, attraverso cui se ne potrà ripercorrere la ricerca degli ultimi decenni, ritrovandovi i temi da lui più amati e praticati durante cinquant’anni di attività.
“È con grande piacere che accogliamo negli spazi espositivi di Palazzo Graziani Baglioni la mostra sonnambulismi di Massimo Luccioli-le parole dell’Assessore alla Cultura del Comune di Torgiano Elena Falaschi- artista che da anni indaga con originalità il rapporto tra disegno e ceramica come due facce di un’unica ricerca creativa e spirituale. Le opere esposte nascono da un gesto istintivo e quasi automatico, che l’artista guida con sapienza fino a far emergere, dalla materia e dal segno, volti, corpi e paesaggi so-spesi tra riconoscibilità e mistero, in perfetto equilibrio tra consapevolezza e inconscio. Un percorso che affonda le radici nella lezione surrealista e nell’antica cultura etrusca, in mondi apparentemente lontani tra loro, ma che trovano un punto di contatto nell’opera di questo artista”
Luccioli, formatosi a Tarquinia negli anni Settanta nell’officina di Etruscu Ludens, a stretto contatto con il grande surrealista cileno Roberto Sebastián Matta, nel tempo ha messo a punto una tecnica raffinatissima di cottura della ceramica, utilizzando ossidi naturali e forni a riduzione di ossigeno, e arrivando a riprodurre il misterioso e fascinoso bucchero etrusco, dall’apparenza nera, sia in superficie, sia nel cuore della materia. L’identità etrusca, così intimamente radicata nel territorio della Tuscia, è stata completamente adottata e assimilata da Luccioli, che può a buon titolo essere compreso tra gli ultimi grandi etruschi del Novecento, come sono stati felicemente definiti dalla critica artisti di delicata misteriosità arcaica come Arturo Martini o Alberto Giacometti.
“La mostra ha anche il merito di gettare un ipotetico ponte tra due realtà d’eccellenza della produzione e della storia della ceramica-dichiara Mario Finazzi, il curatore della mostra- quali sono la regione di Tarquinia e quella di Torgiano. Nonostante l’apparente distanza delle tecniche utilizzate, il disegno da un lato e la ceramica dall’altro, i lavori di Luccioli rivelano con evidenza come una forte coerenza ne abbia sempre caratterizzato il pensiero e il metodo operativo. I segni vengono graffiati, accumulati, tracciati con furore e frenesia tanto sulla carta quanto sulla terra, seguendo un processo allo stesso tempo gestuale e automatico, di vigorosa spontaneità espressiva e che può ricordare il linguaggio degli espressionisti astratti: è un canale che l’artista apre con il proprio profondo, quasi disegnasse e plasmasse la materia in trance o in uno stato di sonnambulismo”
La mostra Sonnambulismi sarà visitabile dal 1° agosto fino al 30 settembre, nelle sale espositive di Palazzo Graziani Baglioni, negli stessi giorni in cui si svolgerà la manifestazione Vinarelli, e dialogherà con le numerose mostre di pittura e arte contemporanea ospitate nel centro storico, per l’occasione, offrendo così un ulteriore tassello di un percorso culturale che caratterizza Torgiano e ne conferma la vocazione artistica. Un'occasione, dunque, per vivere l'arte contemporanea in uno dei luoghi simbolo di Torgiano.