Concluso a Todi con un suggestivo flashmob in piazza l'"Amati Festival 2026"
La giornata conclusiva dell’ "Amati Festival 2026" ha visto fra gli appuntamenti da non perdere il flashmob, in Piazza del Popolo, a Todi, che per l’occasione è diventata un palcoscenico a cielo aperto, animato dall’energia delle scuole di danza del territorio. La serata poi è proseguita con la sfilata di moda "Intrecci" al Chiostro di San Fortunato, sede del liceo “Jacopone da Todi”, con la partecipazione straordinaria della stilista Grazia Marino, in un'atmosfera suggestiva con luce soffusa e avvolgente di tante candele. Un posto unico, come il Chiostro di San Fortunato, per una sfilata di moda a lume di candela, accompagnata dalle note del quartetto d’archi “Queen Quartett” ma anche beneficenza per il Centro Francisci di Todi. Sono stati questi gli elementi che hanno firmato il successo della sfilata che ha chiuso l’Amati Festival 2026 ideata da “Intrecci”, un’organizzazione composta da quattro realtà del territorio, tutte al femminile. Il filo conduttore della serata è stato: “Amare le imperfezioni del proprio corpo perché sono quelle che ci rendono unici”. Ogni corpo ha una storia da raccontare, un vissuto intenso, battaglie, rinascite e conquiste quotidiane.
Ospite d’eccezione della serata è stata la stilista romana Grazia Marino creatrice dello “Spazio Margutta” un esclusivo concept store, showroom e polo creativo situato nel cuore di Roma, nella famosa "via degli artisti", dove vengono promossi sia l'alta moda che il design e l'artigianato d'eccellenza.
Portavoce del gruppo “Intrecci”, organizzatore della sfilata, è Giulia Giovenali che ha ringraziato per la riuscita dell’evento “The Studio – Design & Events”, lo spazio creativo fondato con un’altra interior designer, nel cuore di Todi, “SAIA store” il negozio di abbigliamento che ha vestito le 20 ragazze che hanno sfilato durante la serata insieme a “Soel Calzature” e infine la galleria d’arte il Cerchio Imperfetto” per la creazione dei gioielli indossati dalle modelle.
Samuele Tomasselli, fondatore dell’associazione “Vega”, che ha organizzato l’Amati ha raccontato come il Festival ha contribuito a far vivere ai giovani esperienze di cultura, sociali e di sano divertimento nella propria città, sottolineando il lavoro e l’impegno dei più di cento volontari che hanno collaborato all’Amati Festival edizione 2026.
“La cosa più rivoluzionaria che possiamo fare è riconoscere il nostro valore anche nelle imperfezioni e scegliere di amarci, finalmente così come siamo”, queste invece le parole della stilista Grazia Marino, che ha assistito alla sfilata.
Dunque si è puntato sul tema dell'accettazione della diversità da vivere come bellezza e elemento essenziale che rimarca unicità e particolarità, come ha sottolineato anche la coordinatrice del Centro Francisci Silvia Ferri, al quale, grazie all’Associazione Mi Fido di Te sono stati donati i fondi raccolti durante tutto il festival. Alla sfilata erano presenti anche Elena Baglioni, Assessore al bilancio del Comune che ci ha ricordato lo slogan della sfilata “Allenati ad amare il tuo cuore”; Alessia Marta, Assessore alla Cultura e il Vice Sindaco, Claudio Ranchicchio. Questo festival, dedicato ai disturbi del comportamento alimentare è pensato, organizzato e vissuto dai ragazzi stessi, sono loro l’anima di questo progetto e la testimonianza più bella del valore di questo Festival. E’ importante per arrivare a risolvere i problemi dei disturbi alimentare intercettare il prima possibile la problematica per affrontarla con speranza e il messaggio da dare è che si può guarire seguendo percorsi specifici.