Ci si allena correndo anche rallentando, ma non bisogna deprimersi...

01.07.2020 09:26 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Ci si allena correndo anche rallentando, ma non bisogna deprimersi...

Accogliamo il testo di un intervento del campione Orlando Pizzolato attraverso la sua newletter. "I podisti, quando si allenano e gareggiano, hanno un “padre – padrone”: il cronometro. I numeri di questo strumento hanno un'incidenza rilevante sullo stato psicologico di un atleta. Certo, chi non sarebbe “gasato” se il tempo rilevato dallo strumento fosse 5” (al chilometro) migliore rispetto alle proprie aspettative? A volte, purtroppo, si manifesta anche la parte opposta (rallentamento), ed in questo caso la conseguente “depressione” mentale contagia e condiziona tanti aspetti della quotidianità del podista. Con il cronometro si misura il trascorrere del tempo entro un ambito ricercato, nel nostro caso in riferimento ad una specifica distanza. Il cronometro non è uno strumento sofisticato. Innumerevoli aziende lo hanno integrato, o forse è meglio dire che al cronometro sono state aggiunte altre funzioni come la possibilità di misurare la distanza, la potenza, la lunghezza della falcata, il numero di passi al minuto e altro. Tali funzioni di per sé hanno un fattore comune che li condiziona: la capacità dei muscoli di usare l'ossigeno e l'energia (delle calorie). Al variare di uno di questi due elementi, tutte le altre funzioni cambiano, migliorando o peggiorando. Sarebbe quindi più sensato non dare molta importanza ad aspetti secondari della prestazione e, usando un termine in voga di questi tempi, concentrarsi sul “core” del rendimento: i muscoli producono lavoro in relazione al combustibile utilizzabile (glucidi e grassi) e al comburente disponibile (ossigeno). In attesa che le aziende approntino specifici algoritmi per desumere gli aspetti indicati (riguardo l'ossigeno c'è già chi ci sta lavorando), fare riferimento al lavoro del cuore credo sia ancora il modo più semplice e “accurato” per avere una misura del lavoro dell'organismo. Questa introduzione è per indicare che il cronometro può essere anche messo da parte quando ci si vuole allenare con maggior profitto. Ci sono momenti, infatti, in cui il cronometro ci indica una situazione negativa sul piano del rendimento: a chi non è capitato di trovarsi a correre un “medio” con gran fatica per stare in linea con l'indicazione della tabella? Nel finale di seduta si percepisce di non essere in grado di completare il chilometraggio al ritmo indicato. Si decide così di stringere i denti mantenendo inalterata la velocità, ma fermandosi un pò prima. Ci sono giornate in cui non si è a posto, sia fisicamente sia mentalmente ed il cronometro ... non lo sa! Chissà per quale motivo non si riesce a stare in linea con la proposta tecnica: forse si sono spese troppe energie, oppure si è accumulato un po' di acido lattico nei muscoli. Lo sforzo è elevato, ma probabilmente la causa sta nell'esaurimento della capacità “lavorativa” dei muscoli, visto che quando si corre a ritmo medio si è - senza alcun dubbio - in un ambito aerobico puro.
Una buona scelta, vantaggiosa in termini di sollecitazione fisica, è di continuare a correre ma calando il ritmo, ovviamente. Rallentare l'andatura di 10”/km consente di allentare lo sforzo, sia a livello muscolare (di gambe), sia organico (fiato), anche se la FC si abbassa molto poco. Riducendo l'intensità dello sforzo si prosegue la sollecitazione di nuove fibre visto che quelle allenate fino a quel punto si sono esaurite. È nella fase di rallentamento che, paradossalmente, si sta facendo la parte più allenante della seduta.
Quindi, se si facesse riferimento a quanto evidenziato dal cronometro, penseremo di essere fuori target ed invece, dal punto di vista fisiologico, ci si trova proprio nella fase più allenante della seduta.
Quando vi capiterà di rallentare, non pensate ad una situazione negativa sul piano fisiologico. Si deve invece essere consapevoli che si stanno reclutando nuove fibre muscolari, non ancora abili a svolgere quel compito. Lo evidenzia la FC, che rimane ancora vicino alla zona precedente nonostante il rallentamento. Il calo potrebbe essere anche solo di 2-3 battiti.
A questo punto si procede alla ridotta intensità fino a quando ci si sente efficienti sotto l'aspetto meccanico. Può andare bene procedere ancora per 5', ma più si va avanti meglio sarebbe. Con un po' di forza di volontà si potrebbe arrivare anche ad un quarto d'ora. Aiuta stare concentrati sulla meccanica di corsa, controllando mentalmente il modo di correre, un'opportunità interessante per “studiarsi”, che può tornare davvero utile, specialmente in gara.