Anche il sindaco di Castiglione del Lago è diventato scrittore: è in uscita il suo primo libro
Da sindaco a scrittore. Il primo cittadino di Castiglione del Lago, Matteo Burico, ha scritto il suo primo libro dal titolo "𝗜𝗹 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 – 𝗟𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼: 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮", edito da 𝗠𝗼𝗿𝗹𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗘𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲. "È un progetto nato durante la pandemia - dice Burico - come occasione 𝘱𝘦𝘳 𝘳𝘪𝘧𝘭𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘦 𝘴𝘶𝘭 𝘗𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘋𝘦𝘮𝘰𝘤𝘳𝘢𝘵𝘪𝘤𝘰 dalla sua genesi fino a oggi ma, soprattutto, su ciò che personalmente mi aspetterei per il futuro. Questo libro è il racconto di 𝘂𝗻 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼 𝘂𝗻 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗲 𝗱𝘂𝗿𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼, 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗹𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. Un cammino fatto di scelte, sconfitte, vittorie e passione. Il libro è anche 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗣𝗗 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶: un partito che 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲, che si occupi di 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮, 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗲 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀, e che 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝘀𝗮𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗹𝘃𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮. Un partito che diventi un 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗱𝗲𝗲, 𝘤𝘢𝘱𝘢𝘤𝘦 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘷𝘰𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘰𝘳𝘪𝘨𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢, tranciata dalle 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶, non propulsive ma garanti dei seggi prima che dei sogni degli elettori. 𝗗𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, oltre l’individualismo e il populismo imperante. Un patto basato sulla 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘷𝘪𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘴𝘶𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘰, che forse è la cosa più difficile, ma anche la più necessaria. 𝗡𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗲: 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗲. Dimostrare che 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘶𝘯’𝘢𝘭𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢. 𝗜 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗶, per noi imprescindibili, sono il fondamento, ma dobbiamo ripartire dalla difesa dell’articolo 1 della Costituzione: "𝗟’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼" e aggiungo: 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮. Questo libro 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼, 𝘂𝗻’𝗶𝗱𝗲𝗮, 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘁𝗼 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼, 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼, 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗿𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼. Penso ancora al 𝘥𝘪𝘴𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘓𝘪𝘯𝘨𝘰𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘞𝘢𝘭𝘵𝘦𝘳 𝘝𝘦𝘭𝘵𝘳𝘰𝘯𝘪: 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘥𝘦𝘢, 𝘰𝘨𝘨𝘪, 𝘷𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘤𝘰𝘱𝘦𝘳𝘵𝘢 𝘦 𝘳𝘪𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘴𝘢, trovando nuove fondamenta nell’entusiasmo di chi attende un’alternativa. Ed è proprio 𝗪𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗩𝗲𝗹𝘁𝗿𝗼𝗻𝗶 che voglio 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲, per aver scritto la prefazione di questo lavoro. 𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶, 𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 "𝗻𝗼𝗻-𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶", 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮. 𝗥𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲, 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗲".