"Sono sicuro che il Perugia si salverà ed io sarò qui, anche se c'è chi mi ha scaricato"

13.08.2020 11:59 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"Sono sicuro che il Perugia si salverà ed io sarò qui, anche se c'è chi mi ha scaricato"

«Basta funerali, il Perugia non è retrocesso e non retrocederà». Massimiliano Santopadre -  come si legge su La Nazione a forma di Francesca Mencacci - sceglie di tornare a parlare a due giorni dalla gara che vale la serie B, conquistata dal presidente biancorosso sei stagioni fa. Santopadre va all’attacco, come dovrà fare la sua squadra per rimettere in piedi una gara di andata iniziata bene e finita però male. Quello del presidente biancorosso è uno sfogo, un attacco contro chi in queste settimane «lo ha scaricato e offeso», senza tenere conto che Perugia per lui «è una ragione di vita». Ma in primo piano ci sono le sorti del Grifo, chiamato a una battaglia nella gara co il Pescara. Santopadre ne è convinto: «Non retrocederemo, daremo il sangue e io ci sarò anche il 16 agosto». Comunque andranno le cose, anche nell’ipotesi che nessuno oggi vuole prendere in considerazione. «La cosa che mi fa più arrabbiare e più mi ha offeso è stato sentirmi dire che non posso portare il Grifo tatuato sul braccio. Io invece prometto che me lo tatuo anche sul petto, perché l’ho sempre portato con orgoglio e dignità. Il Perugia non morirà oggi né domani, né dopo il 14 e io sarò comunque qui anche il 15, il 16 e il 17. Il Perugia ha una storia di cui io faccio parte perché lo amo quanto voi, di certo più di quanti mi hanno scaricato. Per me è una ragione di vita, non una scommessa». Ma messe da parte le questioni personali, il presidente si concentra sulla sfida di domani sera, con il Perugia costretto a ribaltare il risultato di Pescara (vincere con due gol di scarto) per restare in serie B. «In questi mesi ho sentito di tutto, era doveroso metterci la faccia, come ho sempre fatto. La cosa che non sopporto è avvertire la sensazione che siamo già retrocessi, invece non è così, perché la squadra darà il sangue per questa maglia e il Grifo si salverà. Io ci ho messo la faccia, il cuore e i soldi e la mia missione è salvare la categoria. Poi ci sarà tutto il tempo per fare i processi». La storia e l’attualità. «Purtroppo sapete la mia storia, evidentemente il mio destino era scritto, anche stavolta devo sputare il sangue per tirarmi fuori dalla melma. È una vita che combatto – spiega Santopadre – . Già a marzo a causa della pandemia sono stato messo a dura prova, ma in quei giorni il mio obiettivo era stare vicino ai miei dipendenti e così farò anche in questo momento, starò vicino alla squadra. Nella mia vita sono sempre andato a testa alta, ho sempre dato e ricevuto rispettosono abituato a combattere, mi sono cacciato in questa situazione perché ho fatto degli errori e mi tirerò fuori, senza scaricare nessuno. Io sono convinto che questa squadra si salverà, sarò in panchina perché i miei giocatori li difendo fino all’ultimo, sono consapevoli degli errori, sono ragazzi perbene». La squadra avrà la forza per ribaltare la situazione? «Ne sono sicuro, dobbiamo solo reagire, perché la squadra è forte, è entrata in un vortice maledetto, ma ha le possibilità di vincere una partita, è nelle sue corde». Che idea si è fatto del pallone buttato in campo dal Pescara durante la gara? «Non mi interessa nulla, non faccio ricorsi, penso solo alla partita che ci aspetta». Santopadre resterà comunque alla guida del club? «Certo. E adesso forza, lunga vinta al Perugia. Sempre». La contestazione dei tifosi e il confronto a Cascia? «La contestazione è salutare, i ragazzi della Nord sono venuti e hanno parlato in modo straordinatio, hanno fatto un discorso da uomini, vero, sincero, hanno toccato le corde giuste. Infatti la squadra è scesa in campo con l’atteggiamento giusto, anche se purtroppo lo ha fatto solo nel primo tempo. Non sono le contestazioni a farmi male, ma essere scaricati, pensare che non posso portare il Grifo sul braccio, quando da dieci anni la mia vita è questa, insieme al Perugia – conclude il presidente Santopadre – . Ora pensiamo alla partita di domani sera, sono convinto che combatteremo e ce la faremo».