La replica del presidente Luigi Repace alla rabbia delle 51 società di calcio giovanile che non hanno trovato ascolto

08.08.2020 18:57 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
La replica del presidente Luigi Repace alla rabbia delle 51 società di calcio giovanile che non hanno trovato ascolto

La replica di Luigi Repace alla rabbia delle 51 società che lamentano di non avere attenzione dal Cru. "In relazione alla Vostra del 06 Agosto 2020, con la presente si intende preliminarmente evidenziare che non è solito per il Comitato Regionale Umbria sollevare polemiche sterili, esasperandone gli aspetti anche attraverso gli organi di stampa, ma piuttosto, nello spirito di condivisione e confronto da sempre dimostrato, è abitudine dialogare in modo rispettoso e diretto con le parti interessate, al fine di trovare comuni soluzioni alle problematiche. Pertanto, appare non consono accusare il Comitato di poco rispetto. Occorre precisare che, a differenza di quanto da Voi riportato, l’analisi e la relativa valutazione della Vostra iniziale proposta del 11 Aprile u.s. è stata accuratamente effettuata dal Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Umbria, in totale accordo con il Coordinatore Regionale S.G.S., Prof. Giacomo Parbuoni, e che le conseguenti riflessioni erano già state esposte nel corso della riunione tenuta in videoconference con la massima parte (e non alcune, come da Voi citato) delle Società SGS del C.R. Umbria, in data 24 Aprile. Già allora il sottoscritto aveva ampliamente esposto le proprie perplessità circa l’istanza avanzata, adducendo altresì le motivazioni di tale scetticismo. In particolare, si riteneva, così come si ritiene tutt’ora, che la formula adottata, come ormai di consueto, dalla Stagione Sportiva 2009/2010 fino a quella 2019/2020, debba essere riconfermata anche nella Stagione Sportiva 2020/2021. Infatti, tale formula, a parere di chi scrive, risulta la più opportuna sia in termini agonistici, in quanto permette di riscontrare un livello qualitativo omogeneo per ogni Campionato, che in termini morali e deontologici, in quanto capace di stimolare i principi della competitività leale e sana tra i calciatori. Ciò al fine di rispettare quanto previsto dal punto 9) della CARTA DEI DIRITTI DEI BAMBINI E DEI DOVERI DEGLI ADULTI, emanata dallo stesso Settore Giovanile e Scolastico, che prevede il “Diritto di misurarsi con giovani che abbiano le stesse probabilità di successo. Ogni bambino, bambina, ragazzo o ragazza, deve poter essere messo in condizione di esprimere le proprie potenzialità psichiche, cognitive, emotivo affettive, relazionali, motorie e tecniche, attraverso progressioni didattiche che corrispondano alle caratteristiche dell’età in oggetto. Il numero dei giocatori, le misure del campo, delle porte e dei palloni, la durata delle gare, degli allenamenti, devono essere in sintonia con le norme dettate dal C.U. n°1 per la stagione sportiva in corso, che hanno preso corpo attraverso sperimentazioni, esperienze ed adattamenti negli ultimi anni. Modelli di gara adeguati ad ogni fascia d’età, significano una tutela al naturale processo evolutivo dei giovani. Ogni anticipo o carico eccessivo, come pressione psicologica e tensione degli eventi, può comportare squilibrio non solo alla formazione tecnica, ma anche perdita di motivazione ed entusiasmo con relativo rischio per la prosecuzione dell’attività. (C.U. n°1 del Settore Giovanile e Scolastico)”.
Parimenti, nel corso della successiva riunione in videoconference con le Società SGS, tenuta in data 24 Giugno 2020 (che ha registrato nuovamente la partecipazione della maggior parte delle stesse), il sottoscritto aveva ribadito la propria convinzione della non opportunità di una riforma dei Campionati, manifestando in ogni caso la propria disponibilità ad analizzare la situazione congiuntamente con le Società non appena la crisi sanitaria COVID-19 lo avesse permesso.
Si ricorda che, alla data odierna, gli Uffici del C.R. Umbria risultano ancora chiusi al pubblico, vista la precarietà della attuale contingenza sanitaria, che non permette nemmeno di ufficializzare la data di inizio di tutti i Campionati Regionali e Provinciali indetti dal Comitato.
Appare evidente, pertanto, che la condotta del Comitato non può essere ritenuta irrispettosa nei confronti delle proprie Società, che sempre sono state considerate dal Consiglio Direttivo del C.R. Umbria l’asse portante del movimento calcistico regionale e senza la passione delle quali questo mondo non potrebbe nemmeno esistere.
Se ciò non bastasse, preme precisare che, delle 51 Società firmatarie del documento cui la Vostra nota fa riferimento, molte sono state sentite per le vie brevi e queste ultime, dopo aver avuto un confronto costruttivo e ragionevole sulla questione in oggetto, hanno concordato con il sottoscritto sull’opportunità di mantenere il format dei Campionati Giovanili così come fino ad oggi regolamentati.
Inoltre, per quanto concerne quello che voi definite “mercato ragazzi” o ancora “guerriglia tra Società limitrofe che anche quest’anno si è scatenata, sempre con le stesse vittime………… i ragazzi?”, si ribadisce che il Comitato Regionale Umbria denuncerà sempre tali atteggiamenti, non ritenendoli opportuni soprattutto a livello giovanile, dove l’unico obiettivo delle Società dovrebbe essere il mero e puro divertimento dei nostri giovani.
A tal proposito, nel caso in cui la Vostra Società fosse a conoscenza di meccanismi di tale genere, si invita la stessa a voler formalizzare una denuncia scritta alla Procura Federale della F.I.G.C., la quale si adopererà in ogni modo per arginare e debellare atteggiamenti non consoni ai principi su cui deve basarsi il movimento calcistico di Settore Giovanile e Scolastico.
Giova precisare, in ogni caso, che ciò che potrebbe indurre al “mercato dei giovani” non è di certo la formula dei Campionati, quanto piuttosto una mentalità errata di taluni dirigenti, più attenti ai fini di lucro, che a quelli prettamente morali del calcio giovanile: si ritiene infatti che meccanismi di “guerriglia” si innescherebbero anche in caso la Vostra proposta fosse approvata dal Comitato, con esclusiva traslazione temporale dal mese di Luglio a quello di Dicembre, quando le Società partecipanti alla fase primaverile potrebbero tesserare i giovani calciatori delle Società non partecipanti alla seconda fase.
Altresì, si evidenzia che la formula da Voi avanzata prevedrebbe una prima fase a gironi, nel corso della quale si svolgerebbero gare tra tutte le Società, per poi accedere ad una seconda fase dedicata alle migliori classificate. Questo non comporterebbe una diminuzione sostanziale delle gare come da Voi invece ipotizzato.
Ma a prescindere dal numero delle gare, quando si parla di giornate utili al recupero di eventuali gare, forse ci si dimentica dell’attuale contingenza che, come già sopra anticipato, non permette l’individuazione di una data di inizio dei Campionati, né tantomeno la definizione di un calendario gare.
Ciò che intendo affermare è che, prima di preoccuparsi della formula dei Campionati, la mia principale attenzione è rivolta alla predisposizione di protocolli guida che consentano la ripresa dell’attività, garantendo quello che ritengo debba essere l’obiettivo primario di un Presidente: la tutela della salute dei nostri giovani.
Ecco perché non si tratta di autoritarismo ma di un senso di responsabilità, che non preclude, ovviamente, la possibilità di modificare, se dovesse rendersi necessario, quanto già deliberato.
In conclusione, rimanendo estremamente dispiaciuti per le modalità con cui la Vostra Società ha voluto esprimere il proprio dissenso a quanto pubblicato dal Comitato Regionale Umbria con Comunicato Ufficiale n.05 del 04/08/2020, si ribadisce la volontà e la sempre dimostrata disponibilità del Consiglio Direttivo del C.R. Umbria ad un confronto costruttivo nelle sedi opportune e non appena la situazione sanitaria lo consentirà, certi di aver sempre operato per il bene esclusivo del calcio umbro".