In Comune a Perugia la maggioranza è divisa sul nuovo stadio Curi: che ne sarà?

15.06.2023 10:06 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
In Comune a Perugia la maggioranza è divisa sul nuovo stadio Curi: che ne sarà?

Scrive Michele Nucci su La Nazione che Gabriele Giottoli, assessore comunale all’Innovazione invita a una maggiore prudenza e a fare attenzione prima di esprimere giudizi «meramente politici».  Lo fa all’indomani della stoccata del capogruppo di «Progetto Perugia – Romizi Sindaco», Francesco Vignaroli, che ha espresso forti perplessità rispetto a quanto fin qui emerso sull’operazione da quasi 75 milioni per la realizzazione del nuovo stadio. «C’è un’analisi tecnica in corso – afferma Giottoli, assessore esterno e da sempre in buoni rapporti politici con la lista ’Progetto-Perugia’ – e sarebbe bene che in questo momento la politica non si interessasse della questione. Credo in questo momento serva calma e lucidità: si è conclusa la Conferenza dei Servizi e il Rup (Responsabile unico del procedimento, il dirigente comunale Paolo Felici, ndr) dovrà effettuare una valutazione in base agli elementi che ha a disposizione». Giottoli ricorda che «ci sono tre aspetti fondamentali in questo progetto: la sostenibilità ambientale, l’aspetto urbanistico e la sostenibilità economica. Elementi che i tecnici stanno valutando con grande attenzione e sui quali sarà espresso un giudizio di carattere tecnico». Una volta che sapremo se lo studio di fattibilità ha le caratteristiche per un progetto di ’interesse pubblico’, ci esprimeremo (il ’parere’ spetta prima alla Giunta, poi al Consiglio comunale, ndr), la politica, insomma, prenderà le sue decisioni. Credo quindi – conclude Giottoli – che mettere le mani avanti in questo momento sia del tutto improprio». Di certo le perplessità sulla proposta della società espresse dal capogruppo Vignaroli hanno fatto rumore, rompendo un silenzio che dura da mesi. Chi di certo non le ha gradite è la stessa Arena Curi Srl, società che ha presentato lo studio al Comune, che ribadisce una volta di più come «non ci sia alcun raddoppio di superfici commerciali rispetto a quanto previsto dal Piano particolareggiato, ma soltanto alcuni cambi di destinazione». E anche il resto della maggioranza è rimasto molto sorpreso dall’uscita di Vignaroli, a cominciare da Fratelli d’Italia.