Il 23 gennaio la presentazione del libro “Mio padre, storia di un Perugino e non solo (1920-1965)” dedicato a Gino Cencetti
Recuperare la memoria di una figura pubblica del Novecento significa spesso restituire senso al presente. È con questo spirito che nasce il progetto dedicato a Gino Cencetti, amministratore e protagonista della vita politica e sociale perugina tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il cui percorso umano e civile viene oggi ricostruito per le nuove generazioni della famiglia e per la città. Venerdì 23 gennaio alle ore 17 presso la sala Falcone Borsellino alla Provincia di Perugia verrà presentato il libro “Mio padre, storia di un Perugino e non solo (1920-1965)”
Un lavoro che si colloca in un momento particolarmente significativo: il sessantesimo anniversario della sua scomparsa, il 23 dicembre 2025, e l'ottantesimo della sua elezione nel primo Consiglio comunale di Perugia democraticamente eletto, nell'aprile di questo anno 2026. Un ponte simbolico tra passato e presente, rafforzato dalla continuità dell'impegno politico della famiglia Cencetti: dalla lunga stagione di Gino, in Consiglio comunale dal 1946 al 1965, a quella del fratello Vittorio tra il 1970 e il 1975, fino all'attuale presenza in aula di Francesca Pasquino, figlia di una nipote di Gino. Quasi trent'anni di amministrazione pubblica che raccontano una tradizione di partecipazione civica ancora viva.
Il volume "Mio padre, storia di un Perugino e non solo (1920-1965)" ricompone questa vicenda attraverso i ricordi delle famiglie Cencetti e Martani, legate dalla figura di Vanda, moglie di Gino. Il racconto segue le tappe di una vita che parte dall'infanzia a Sant'Orfeto e Monteluce, attraversa il servizio militare e l'insegnamento, per poi concentrarsi sui due grandi assi del suo impegno: la scuola e la politica.
Formatosi nel clima complesso del dopoguerra, Gino Cencetti maturò una visione politica ispirata a un socialismo umanista, capace di coniugare giustizia sociale e libertà individuale. Una posizione che lo portò a rifiutare tanto il capitalismo liberista quanto le forme più rigide di socialismo, trovando nella socialdemocrazia la sintesi più coerente delle proprie convinzioni. Iscritto fin dalla fondazione al Partito Socialdemocratico Italiano, ne fu rappresentante in Consiglio comunale fino alla morte, avvenuta nel dicembre 1965.
Il momento più alto della sua esperienza amministrativa coincise con le elezioni del 1964, quando contribuì in modo decisivo alla nascita di una Giunta di centro-sinistra a Perugia, ponendo fine a una lunga alleanza comunista-socialista che governava la città da oltre quindici anni. Un risultato che coronò il suo impegno politico e che gli valse l'assegnazione dell'assessorato ai Lavori pubblici. Il suo profilo nazionale fu rafforzato dai rapporti costanti con la dirigenza del PSDI e dalla solida amicizia con Giuseppe Saragat, allora segretario del partito e futuro Presidente della Repubblica.
Accanto alla politica, Cencetti dedicò energie e passione all'istruzione pubblica, considerata uno strumento fondamentale di emancipazione sociale. Centrale fu il suo ruolo nell'Associazione Nazionale dei Patronati Scolastici, istituzioni oggi quasi dimenticate ma che negli anni del dopoguerra rappresentavano un pilastro del welfare educativo. Nel 1956 il suo lavoro a favore degli alunni delle scuole elementari, in particolare dei più poveri, fu riconosciuto con il Diploma di Medaglia d'Oro.