Cosmi chiede alla squadra di avere coraggio per fare il colpo grosso in casa del Cittadella

29.06.2020 14:59 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Cosmi chiede alla squadra di avere coraggio per fare il colpo grosso in casa del Cittadella

Dopo il Crotone, sotto con il Cittadella. Come scrive Francesca Mencacci su La Nazione, dopo aver dimostrato di poter reggere l’urto in dieci contro la seconda forza campionato, stasera contro i veneti, attualmente quarti in campionato, il Perugia di Cosmi dovrà dimostrare di essere forte più dell’emergenza. Nel segno dell’identità ritrovata e del coraggio. Il Grifo vuol dare continuità agli ultimi risultati, due vittorie e un pareggio senza subire gol, proverà a farlo ritoccando meno possibile la squadra di venerdì, ci proverà anche perché, quella che Cosmi definisce «una mosca bianca nel calcio» ha qualche difetto. Già, perché la formazione di Venturato ha conquistato ben trenta punti lontano da casa e appena 19 al Tombolato, un’anomalia. «Non ho visto giocatori in difficoltà fisica _ spiega il tecnico biancorosso _ Il morale può anche fare la differenza in questi momenti in cui si va più a sensazioni. I tanti indisponibili? Le squadre che non subiscono infortuni si allenano male, sembra un paradosso ma è la verità. Allenandosi bene il rischio c’è. Non avevo previsto tanti piccoli infortuni, anche perché, andando a vedere, i veri problemi sono i traumi subiti da Vicario e Falcinelli. Gli altri fanno parte di un percorso, per questo sarebbe meglio non concedere gli squalificati». Anche il Cittadella avrà tante assenze. «Il Cittadella è una mosca bianca nel nostro calcio, con un direttore sportivo che sta lì da molti anni così come anche l’allenatore. Una cultura del calcio anomala che invece dovrebbe essere la normalità. E quando sento dire che fare calcio a Cittadella sia più facile che altrove non sono d’accordo, perché al di là della grandezza della piazza le aspettative sono sempre le stesse. Le assenze? Loro fanno spesso turnover, perché i calciatori si mettono a disposizione di una cultura e di un sistema che rende forte tutti». Ma detto questo, il Perugia guarda anche ai progressi compiuti in queste settimane. «Noi abbiamo provato a dare una identità al Grifo, la squadra deve scendere in campo con coraggio, deve cercare senza aver paura di rischiare. Ad Ascoli è venuto bene già a inizio partita, con il Crotone meno bene nei primi minuti. E dal 25’ in poi, dopo l’espulsione di Di Chiara, abbiamo dovuto mettere in campo altre caratteristiche«. Con il Crotone il Perugia ha dimostrato duttilità e intelligenza nel sapersi adattare alle difficoltà. «Con un giocatore in meno era necessario assestarsi. Sia la difesa a 4 che a 3 mi hanno soddisfatto, ma le situazioni tattiche sono una conseguenza dell’aspetto mentale. Di certo qualsiasi sistema viene meglio quando c’è attenzione e disponibilità, i professionisti devono saper interpretare anche situazioni di emergenza». Con il Cittadella nel segno della continuità. «Non voglio fare l’errore fatto con lo Spezia dopo la vittoria di Castellammare, quando sono andato a toccare qualcosa che non andava toccato. In una squadra esistono i reparti e le tre componenti devono trovare un equilibrio. Per come la vedo io di solito la difesa è quella che va toccata meno se dimostra di avere solidità, personalità e condizione».