L'amicizia alla base del successo dell'Under 17 dello Junior Ramazzano Colombella
Non è solo una questione di allenamento, caparbietà, capacità tecnica, coesione. Per diventare campioni è anche – e soprattutto – una questione di amicizia! Lo sanno bene i ragazzi dello Junior Ramazzano Colombella, vincitori del Campionato Provinciale Under 17 Girone A con due giornate di anticipo, che hanno costruito, fin dall’età di 10 anni un solido rapporto che va oltre il campo e che li ha sempre tenuti uniti - al nucleo originario si sono aggiunti via via ragazzi anche da Ramazzano con cui la società del Colombella si è fusa - coinvolgendo genitori, fratelli, sorelle, nonni. Una grande famiglia allargata, che ha superato l’ipotizzabile campanilismo tra due paesi limitrofi a tutto vantaggio del credito acquisito dalla società stessa ed ha palpitato all’unisono in ciascuna gara. Ne è convinto Mister Francesco Maiotti, che li sta seguendo dall’agosto 2016, nel loro secondo anno da Pulcini, fino agli Allievi, passando di biennio in biennio per Esordienti e Giovanissimi. “Non sono solo allenatore – dice Maiotti tra l’assenso dei genitori – ma anche amico, zio, padre …ad oggi posso dire di avere 230 figli (ironico pensando ai ragazzi allenati!) eppure me ne hanno fatte di tutti i colori (ridendo!); perché la partita della domenica è l’ultimo atto, in mezzo ci sono le cene, le uscite … le confidenze”. Anche i primi amori diventano materia da spogliatoio (è il caso di Nicola Cavalaglio) ed il buon Maiotti se ne fa carico volentieri, arrivando a fare da ponte con papà e mamma! Alla domanda su quale sia il principale elemento positivo da contabilizzare nella Stagione che sta finendo “il recupero dei ragazzi infortunati – risponde convinto – ed anche la volontà di rimanere con il Colombella pur davanti ad offerte più allettanti”. Il riferimento è al bomber Andrè Qoku sul quale si era concentrato l’interesse di altre due squadre “quando il Mister ha detto che voleva vincere il campionato – confessa – sono rimasto”. Ed è così iniziato un anno esaltante, nel quale i ragazzi hanno acquisito la consapevolezza di essere la squadra da battere, pur navigando tra le degenerazioni del tifo capaci di azzerare lo spirito sportivo. “I vergognosi insulti a volte ricevuti, – sempre il Mister – dando la misura dei comportamenti da censurare, hanno avuto il merito di radicare in loro l’atteggiamento riassumibile nell’espressione ‘se si vince insultate pure!’, anche perché, come dice un motto che amo alla fine ‘chi vince, festeggia; chi perde, spiega’”. Sì, perché il calcio è soprattutto un percorso di crescita, uno strumento attraverso il quale cementare le amicizie, acchiappare le ragazze, costruire un rapporto più stretto con i genitori, andare meglio a scuola, perché la paura di perdere un allenamento davanti a un brutto voto, induce a studiare di più ed a recuperare (in squadra c’è chi ha scongiurato la bocciatura, temendo di non poter giocare la domenica). Così, nel grido ripetuto e scandito all’inizio di ogni partita “Noi siamo il Colombella”, c’è in primis la coscienza della forza del gruppo. “Tra di noi possono esserci piccoli nervosismi, più che vere liti – dice il capitano Riccardo Scapicchi, che si definisce il ‘più grande critico di se stesso’ – ma quando siamo sul campo tutto il resto non ha più senso”. Anche trovarsi con un braccio rotto in allenamento per un contrasto di gioco, rientra nella normalità e fa scattare la risata! “mica posso prendermela … è anche il mio vicino di casa!” (dice Damiano Casciari). Davanti alla domanda su quale sia stata la partita più bella e più brutta della Stagione 2022/2023 “a Lama il 17 aprile scorso – si fa portavoce Maiotti – la vittoria per 2 a 0 ci ha fatto capire di essere arrivati, mentre la gara contro la Passignanese, benché conclusa con un 2 a 0 per noi, nell’intervallo tra il primo ed il secondo tempo ha provocato una mia presa di posizione decisa, perché serviva uno scatto, una mentalità vincente che è stata pienamente acquisita dopo la 6° giornata”. A scandire questa forma mentis, oltre al grido d’inizio, anche i cori, composti durante le serate in chat su whatsapp. “Ci stanno imitando pure i più piccoli – dicono i neo campioni – e ci piace molto”. I prossimi appuntamenti, a campionato concluso che li aspettano saranno con tre Tornei, a San Marco, a San Martino ed anche fuori regione. C’è ancora da fare ma loro, che si definiscono “invincibili”, indistruttibili” … e con un neologismo “infermabili”, non hanno alcuna paura. “Sono soprattutto e semplicemente amici!” chiude l’allenatore.