Alla Società del Gotto di Perugia è ripreso il ciclo "Conversazioni in Città" parlando del "Viaggio tra generazioni: esperienze, vissuti e linguaggi a confronto"

07.06.2026 12:01 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Alla Società del Gotto di Perugia è ripreso il ciclo "Conversazioni in Città" parlando del "Viaggio tra generazioni: esperienze, vissuti e linguaggi a confronto"

Le parole possono dividere, ferire e, nell'arena digitale dei social network, persino uccidere le relazioni. Ma se rimesse al centro di un dibattito autentico, di un ascolto empatico e di una condivisione fisica, quelle stesse parole ritrovano un dirompente potere generativo. È questo il messaggio più forte emerso dal successo all’incontro del ciclo "Conversazioni in Città", svoltosi presso la sede della Società del Gotto, a Porta Pesa.

Il dibattito, intitolato "Viaggio tra generazioni: esperienze, vissuti e linguaggi a confronto", con l'apertura e i saluti del presidente Sergio Minciaroni, ha visto intrecciarsi le voci della scrittrice Bruna Manzoni, del giornalista e autore Giovanni Dozzini e dello psicoterapeuta Giuseppe Fabiano. L'evento ha dimostrato sul campo quanto Perugia abbia fame di spazi di riflessione capaci di smontare le narrazioni tossiche del presente per ricostruire una grammatica dei sentimenti e delle relazioni umane.

Il valore politico e civile delle iniziative della Società del Gotto

L'esito dell'appuntamento ha messo in luce la straordinaria importanza e la lungimiranza delle attività promosse dalla Società del Gotto. In un'epoca storica segnata da un'allarmante tendenza all'atomizzazione sociale , dove lo schermo di uno smartphone sostituisce il contatto umano e la narrazione politica dominante flirta spesso con la paura dell'altro, mettendo a rischio diritti civili e libertà faticosamente conquistate, l’associazione perugina si pone come un vero e proprio avamposto di resistenza culturale.

Proporre un ciclo come "Conversazioni in Città" significa richiamare la comunità alla responsabilità personale e all'impegno collettivo. La Società del Gotto ha dimostrato che la cultura non deve essere un esercizio accademico e polveroso, ma uno strumento vivo, un'ancora di salvataggio democratica contro le derive di una società della comunicazione sempre più disumanizzante.

Dal trauma di Tancredi alla storia collettiva del Paese

Il motore del dibattito a tre voci è stato "Legami al buio" (Bertoni Editore), il pluripremiato romanzo d'esordio di Bruna Manzoni (già vincitrice del Premio Fulgineamente 2024 per la narrativa). Il pubblico è stato guidato nelle pieghe di una storia intima ma universale: quella del dodicenne Tancredi, un ragazzo introverso e vittima di bullismo, schiacciato dai segreti e dalle verità distorte della propria famiglia.

Il dipanarsi del dialogo, stimolato dalle domande di Giovanni Dozzini e dalle analisi cliniche di Giuseppe Fabiano, ha evidenziato come le nevrosi del presente affondino le radici nei decenni passati. Nel libro, l'arrivo di una nonna stravagante diventa il ponte che unisce le generazioni, riavvolgendo il nastro della memoria collettiva: i traumi e le speranze della generazione nata nel primo dopoguerra. Le tensioni ideologiche e sociali degli anni della contestazione e del terrorismo. La rivoluzione sessuale, che ha visto le donne scardinare i ruoli opprimenti della sola maternità e della cura per conquistare spazi di autodeterminazione. Il lento mutamento del mondo maschile, che proprio in quegli anni ha iniziato a riscoprire la propria fragilità come risorsa psicologica e non più come una debolezza da nascondere.

«La parola usata sui social senza consapevolezza uccide l'empatia. Ma la parola parlata qui oggi ci offre l'opportunità di comprenderci e di tornare a guardare l'altro senza paura». L'applauso prolungato che ha chiuso l'incontro ha sancito il raggiungimento dell'obiettivo della serata. La Società del Gotto non ha soltanto ospitato la presentazione di un libro, ma ha curato una ferita sociale, dimostrando che il dialogo intergenerazionale è ancora possibile e che Porta Pesa rimane uno dei cuori pulsanti, pensanti e liberi della città di Perugia al quale, anche in questa circostanza, si è concluso con il tradizionale quanto immancabile momento conviviale.