"Il Perugia si segue sempre non solo se va bene, anche se tanta è la delusione per annate mediocri, grigie e senza sogni"

09.12.2022 13:29 di Redazione Perugia24.net   vedi letture
"Il Perugia si segue sempre non solo se va bene, anche se tanta è la delusione per annate mediocri, grigie e senza sogni"

L'opinione di Stefano De Francesco dopo la partita Perugia-Spal di ieri. "La speranza di lasciare l’ultimo posto in classifica, si è schiantata ieri insieme al pallone scagliato da Melchiorri sulla traversa. Non abbiamo giocato bene, anzi abbiamo assistito ad uno spettacolo tra i peggiori che io ricordo. Eppure sarebbe bastato quel rigoraccio per vincere e riportarci sotto.

Si aggiunga a questo che all’ultimo tuffo di rigore ce ne era un altro. Il portiere della Spal abbatte Di Serio che lo anticipa nettamente, con l’ennesima uscita sgangherata. Il controllo VAR non lo giudica passibile della massima punizione, non si sa in base a quale criterio, visto il metro utilizzato solo una manciata di minuti prima.

Alla fine della partita si sono aperte le discussioni e come spesso accade la rabbia, la disillusione verso un amore tradito ti portano a considerazioni più dure di quelle che a mente fredda si potrebbero fare. Vale per tutti e vale anche per colui che vi scrive.

Gli argomenti sono vari: il Curi con pochissime presenze, il livello della squadra, il gioco dell’allenatore ed ovviamente il ruolo e le responsabilità dell’amministratore unico Massimiliano Santopadre.

Andiamo con ordine. Molti tifosi soprattutto coloro che continuano ad essere presenti, attaccano quelli che in qualche maniera hanno gettato la spugna. L’accusa è che la squadra si segue sempre a prescindere e non solo quando va bene. Mi sento di condividere tale affermazione ma capisco e comprendo la delusione anche di quella parte di tifoseria che è stanca di annate mediocri, grigie e senza sogni.

Se ci pensate basterebbe poco. Lo scorso anno, un ottavo posto con la squadra e l‘allenatore in sintonia con la piazza erano bastati a riaccendere una fiammella, subito spenta con l’ennesimo mercato che ha portato alla dissoluzione di quella squadra.

La verità è che in nessuna piazza del mondo se non con qualche piccola eccezione, si possono avere presenze allo stadio senza che ci sia un progetto,

una idea, un minimo denominatore comune che serva per catalizzare il senso di partecipazione della tifoseria.

La responsabilità di questa situazione è inutile girarci attorno è di Santopadre che si appresta ad inanellare e noi speriamo ancora di no, la seconda retrocessione negli ultimi tre campionati di serie B.

Il secondo argomento è il livello della squadra. Alcuni tifosi che curiosamente in molti casi sono i sostenitori dell’amministratore in incognito, se la prendono con i giocatori che non si impegnerebbero a sufficienza. Li vorrebbero in ritiro perenne, come se questo trasformasse un giocatore mediocre in un campione.

Abbiamo una squadra che si impegna ma che ha dei limiti tecnici evidenti. Non ho mai visto uscire un giocatore che non si fosse impegnato. Ho visto uscire giocatori che in molti casi non sono all’altezza di questo campionato.

La responsabilità anche di questa situazione è inutile girarci attorno è di Santopadre che si appresta ad inanellare e noi speriamo ancora di no, la seconda retrocessione negli ultimi tre campionati di serie B.

L’altra critica riguarda l’allenatore e soprattutto il suo modo di giocare e di schierare la squadra in campo. Sarei un bugiardo a dire che il gioco offerto da Castori mi piace. Le partite sono spesso orribili e assolutamente inguardabili ma anche qui non possono non essere sottolineati due aspetti. Il primo è che tutti sapevano come giocano le squadre di Castori e quindi non ci si può meravigliare ora. Il secondo è che la società non ha assecondato se non parzialmente le richieste del tecnico. Un ultimo dato da sottolineare. Quando il tecnico marchigiano è stato licenziato non eravamo ultimi, avevamo ancora tre squadre sotto di noi. L’arrivo del sognatore della Serie A, Baldini ci ha fatto precipitare in fondo alla classifica.

La responsabilità anche di questa situazione è inutile girarci attorno è di Santopadre che si appresta ad inanellare e noi speriamo ancora di no, la seconda retrocessione negli ultimi tre campionati di serie B.

Quindi arriviamo al punto focale. La responsabilità nel bene e nel male ed in ogni società anche non sportiva, è sempre del vertice. Infatti chi gestisce fa le scelte che siano queste amministrative o gestionali.

Leggo sui social di risate di Santopadre verso la curva, mentre raggiungeva gli spogliatoi e non posso e non voglio crederci, anche se negli ultimi anni siamo stati abituati a tutto. In questo caso permettetemi di non crederci.

In ogni caso, il termometro e la valutazione della gestione dell’amministratore unico del Perugia, ce lo da la posizione in classifica della squadra, tristemente ultima.

Eppure visto una concorrenza non proprio agguerritissima possiamo ancora salvarci ma dobbiamo iniziare a vincere qualche partita. Io sarò

un inguaribile ottimista ma spero ancora di vincere a Cagliari.

Parafrasando l’immenso Gabriel Garcia Marquez: “Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l'avrai mai.” Siamo seduti sui gradoni del Curi con la consapevolezza che il Perugia che conoscevamo noi, non l’avremo mai con questa gestione. Siamo tristi… e attenti che dal fronte Juventus arrivano venti di tempesta.