Il presente e il futuro del Perugia nelle parole del ds Jacopo Giugliarelli

20.03.2024 16:50 di Redazione Perugia24.net   vedi letture
Il presente e il futuro del Perugia nelle parole del ds Jacopo Giugliarelli

Scrive Francesca Mencacci su La Nazione riporta le dichiarazioni di Jacopo Giugliarelli, ds biancorosso ospite a Fuori Campo su Umbria Tv. «Dopo la sconfitta di Chiavari ci siamo riuniti, la squadra ha compreso il tipo di approccio che bisogna avere in questo campionato, con la gara di Gubbio abbiamo capito che tipo di clima ci aspetterà ai play off», racconta Giugliarelli. Cosa conterà ai playoff? «Inizierà un nuovo campionato, conterà arrivarci nella condizione fisica, squalifiche e infortuni migliore. Intanto sia dal vivo che in video seguiamo tutti i gironi e tutte le squadre».Tra i protagonisti di questa seconda parte c’è sicuramente Lewis...«Il campionato irlandese lo seguiamo come scouting, appetibile per la C italiana. Lo abbiamo studiato, lo abbiamo invitato in prova e lui si è messo in discussione, con applicazione e umiltà straordinarie. Per come è oggi il mercato purtroppo è più conveniente acquistare all’estero». Cosa farà Kouan? «Qualche tempo fa gli abbiamo proposto il rinnovo, ha ritenuto giusto aspettare. Se lui è quello delle ultime gare noi ce lo teniamo stretti, vediamo fino a quando. Al momento non ha firmato per un’altra squadra: la pec ad oggi non è arrivata». Il presente ma anche il futuro del Perugia, di Giugliarelli e Formisano. «Sono felicissimo e grato dell’opportunità che mi ha dato il presidente, credo molto nel percorso di Perugia e lavoro come se dovessi stare qui per 100 anni. Non penso al mio futuro ma a quello della squadra e della società. Se io e Formisano resteremo? Abbiamo un contratto per un altro anno e lo dovete chiedere al presidente, per me questo percorso nel Perugia è solo iniziato». La gestione della società, come riuscire a non farsi travolgere dai debiti? «La C è un bagno di sangue, specie quando si retrocede, perché si ereditano i contratti della B. Il paracadute copre 2 o 3 contratti sui 28 in essere. Bisogna avere la capacità di rigenerare risorse costanti che consentano di mantenere la società in sicurezza. Dovremo cedere i giovani? Io sono tifoso, sono perugino ma dobbiamo capire che le società sono aziende e quelle che sono in perdita chiudono. Il Perugia non rischia di scomparire ma in C le entrate non ci sono e bisogna generarle attraverso un sistema virtuoso, ovvero la cessione dei calciatori. Dobbiamo esserne tutti consapevoli. Tutte le società devono fare i conti con l’aspetto sportivo e l’aspetto economico». Il Perugia potrebbe quindi cedere Seghetti? «Ce lo teniamo stretto ma è impossibile prevedere il futuro, non faccio promesse. Qualora dovesse arrivare una richiesta molto importante la valuteremo, ha dato tanto, attorno a lui c’è tanta attenzione. Le cessioni sono opportunità, come ha dimostrato il Napoli di Spalletti. I giocatori bisogna avere le capacità di sostituirli».La posizione di Santopadre, qual è?«Ha fatto un comunicato in estate sulla vendita. La situazione è sempre la stessa. Io ho la fortuna di conoscerlo da tempo, abbiamo un rapporto diretto, sincero. È per me un privilegio confrontarmi con lui quotidianamente, perché la storia del presidente Santopadre a Perugia, al di là delle ultime vicissitudini, è molto importante per il nostro club».