"Devo dire grazie alla serie C se sono diventato il giocatore che sono stato"

11.01.2024 08:00 di Redazione Perugia24.net   vedi letture
"Devo dire grazie alla serie C se sono diventato il giocatore che sono stato"

Nel corso dell’evento di presentazione della Partnership tra Rappresentative Lega Pro e Pantofola d’Oro, Il Presidente di Lega Pro Matteo Marani ha voluto rimarcare l’importanza della selezione giovanile di Serie C NOW ed il ruolo fondamentale che ha storicamente ricoperto. Tra le file delle Rappresentative di Lega Pro sono passati negli anni campioni come Insigne, Verratti, Parolo, Candreva, Lazzari o Pessina.

Altro ex illustre, con un passato anche in Nazionale, è intervenuto questa mattina per salutare il gruppo U15 Serie C NOW. Si tratta di Alessandro Diamanti, che con queste parole ha voluto incoraggiare e consigliare i ragazzi proprio sul ruolo della Rappresentativa: “Quando mi chiamò la Rappresentativa ho provato le stesse emozioni della chiamata dalla Nazionale, in quel momento faceva parte del mio percorso e la Nazionale di Serie C era la mia Nazionale. Quello era il mio mondo e ricordo con grande affetto un’esperienza incredibile”.

Poi, sul futuro dei ragazzi italiani: ”Lo vedo roseo, ma devono avere la voglia, la passione e la volontà di diventare calciatori. Dico sempre ai ragazzi che alleno di recepire tutte le informazioni da allenatori e compagni più grandi. Arrivare in alto è difficile, tocca a loro, con lavoro e passione, capire la strada che vogliono fare. Ripeto, il talento in Italia c’è e tocca solo a loro sognare di diventare giocatori di calcio e tutto dipende dalla volontà. Ormai non va più di moda andare dalle primavera in Serie C. Lì ti fai le ossa, dove ci sono qualità importanti. Ai ragazzi dico di continuare ad impegnarsi e di seguire i consigli dei più grandi”.

L’ex fantasista, infine, si è espresso anche sulla Serie C: “Quando mi sveglio il lunedì vado prima a vedere i risultati della Serie C e poi quelli della Serie A. Mi è rimasta dentro perché è grazie alla Serie C se sono diventato il giocatore che sono stato”.