“Perugia può insegnare al mondo intero per aver compreso che gli stranieri non sono un problema, ma una ricchezza”

03.04.2024 20:11 di Redazione Perugia24.net   vedi letture
“Perugia può insegnare al mondo intero per aver compreso che gli stranieri non sono un problema, ma una ricchezza”

Occorrerebbe considerare oggi superato parlare d’immigrazione in un’ottica di mera sensibilizzazione o di esortazione all'accoglienza. La portata planetaria del fenomeno, così come le sue molteplici, drammatiche genesi, la rende infatti una delle massime emergenze contemporanee, alla quale si può sperare di dare effettiva gestione solo a partire dalla consapevolezza delle sue radici profonde e dall’impegno condiviso dei paesi da cui nasce e di quelli verso cui si indirizza. Dall’imperialismo neocoloniale allo sfruttamento senza diritti né tutele della manodopera a bassissimo costo per il profitto dell’industria consumistica, dai confini tracciati con riga e compasso dalle nazioni egemoni nelle regioni del Terzo e Quarto mondo fino alle guerre che i potentati regionali e mondiali regolarmente fomentano a casa d’altri, quasi sempre dove c’è tirannia e povertà, la storia ha attraversato percorsi secolari di sopraffazione, violenza e impoverimento non sempre evidenti nel presente, le cui conseguenze, tuttavia, sono oggi sotto gli occhi di tutti e problema di tutti. Allo scopo di fare il punto sulla complessità e l’urgenza di queste evenienze e operare un raffronto non scontato tra la realtà di milioni di vite ancor’oggi ai margini della dignità umana e ciò che in tema di diritti le Carte internazionali hanno da tempo fissato, si è svolto oggi nell’aula magna di Palazzo Gallenga un convegno organizzato da Università per Stranieri di Perugia, Accademia Focus e Fondazione Don Lorenzo Milani, dal titolo: “L’Immigrazione alla Luce dei Diritti Umani”. L’iniziativa si è aperta con l’introduzione del rettore dell’Ateneo, Valerio De Cesaris, il quale ha sottolineato come “riguardo all’immigrazione si usi oggi un linguaggio bellico; si parla infatti di ‘invasione’, di ‘sbarchi massicci’ o di ‘occupazione’; riferendosi a donne, bambini, anziani o indigenti che fuggono da guerre, miseria e carestie”. Molto applaudito nella sessione mattutina è stato poi l’intervento di Pietro Bartolo, eurodeputato e già medico di Lampedusa, il quale, in collegamento da Bruxelles, ha sottolineato con forza come: ”occorra riaffermare sempre e in ogni caso l’obbligo del rispetto nei confronti di chi migra, ed oltre al rispetto della dimensione umana, si deve garantire solidarietà e accoglienza. La politica – ha proseguito Bartolo - deve dare delle risposte riguardo alla gestione di questo fenomeno, e la prima di esse dovrebbe essere l’allargamento della dimensione legale dei flussi, al fine di abbattere il drammatico fenomeno del traffico di esseri umani”.

La sessione pomeridiana si è aperta con l’intervento del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha parlato della necessità di concepire sempre il fenomeno migratorio alla luce dei diritti umani ed anche dei doveri, i doveri della politica e della società civile nei confronti di chi arriva nel nostro paese sfuggendo alla guerra e alla disperazione, ed poi ha ricordato la buona pratica applicatasi all’inizio del conflitto ucraino, che ha consentito a decine di migliaia di persone di essere accolte nel nostro ed in altri paesi europei senza alcun problema. “Se non stanno in pace gli altri – ha ribadito Zuppi - non possiamo stare in pace neppure noi; poiché tutti siamo chiamati ad impegnarci per la pace e per chi, meno fortunato di noi, vive nella miseria e nell’insicurezza. E l’Europa - tutta l’Europa - deve fare la sua parte”

Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha inoltre sottolineato l’importante ruolo dell’Università per Stranieri di Perugia, quale luogo in cui nessuno è straniero: “Qui - ha detto il Cardinale Zuppi – da cento anni a questa parte si è capito che ‘straniero’ è ricchezza, è cultura, è conoscenza, è dialogo”