Il virus... non c'è più e il centro storico di Perugia è tornato gremito nel ricordo di George Floyd

08.06.2020 11:54 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Il virus... non c'è più e il centro storico di Perugia è tornato gremito nel ricordo di George Floyd

Tornano le manifestazioni di massa in città. Ora che il virus non circola più (così sembra...) e che ha perso la sua forza (così ci dicono...), soprattutto i giovani tornano in piazza IV Novembre, di giorno come di sera. Ieri pomeriggio lo hanno fatto per manifestare contro l’uccisione a Minneapolis. Mascherine e distanziamento rispettati. La protesta che sta scuotendo l’America e che vede manifestazioni in tante piazze del mondo, è arrivata anche a Perugia. In questa domenica erano in tanti, tra privati cittadini e delegazioni di associazioni universitarie, ma anche famiglie, che hanno manifestato fino alle 18.30, in centro «contro ogni razzismo» e a sostegno delle proteste che stanno facendo seguito alla morte di George Floyd, l’afroamericano soffocato con un ginocchio al collo da un agente di polizia a Minneapolis. Presenti ieri anche molti ragazzi di colore. La manifestazione è stata assolutamente pacifica e si è svolta sotto il controllo dalle forze dell’ordine. Pur con poche ore di "battage", Perugia ha risposto all’appello lanciato sui social, nel segno di #BlackLivesMatter, da un gruppo autonomo di ragazzi del capoluogo umbro. Iniziativa rivolta «a individui uniti per una causa specifica e che esclude ogni tipo di propaganda partitica e nel rispetto dell’obbligo di mascherine e delle distanze di sicurezza» era stato annunciato, e così è stato. I manifestanti, dopo un discorso introduttivo da parte degli organizzatori, si sono inginocchiati in silenzio per 8 minuti e 46 secondi (tempo durante il quale il poliziotto di Minneapolis ha tenuto il ginocchio sul collo di Floyd, provocandone la morte) tenendo il pugno alzato: un gesto diventato simbolo di questa protesta ormai planetaria. Nessuna bandiera ma solo cartelli con gli slogan della campagna esplosa dopo l’omicidio di Floyd («No justice, no peace», «Black lives matter», le vite dei neri contano, «I can’t breath», non respiro, «justice for George floyd», «White silence = violence») ed altri che chiedono diritti per i migranti («il razzismo è una pandemia»).