"Una vera e propria follia per il jazz in centro ad agosto!" Appuntamento dal 7 al 10

31.07.2020 11:57 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"Una vera e propria follia per il jazz in centro ad agosto!" Appuntamento dal 7 al 10

«In un venerdì o sabato sera, anche in questo periodo, arrivano in media 5/6 mila persone in Corso Vannucci. Aver deciso di contingentare le presenze a poco più di 1.600 senza minimamente informarci è una follia. Ma questa storia non può finire così». Scrive Michele Nucci su La Nazione che Giuseppe Capaccioni, presidente della Consulta degli operatori del centro storico, è sbalordito. Ha appreso delle misure di Protezione civile adottate per la manifestazione «Jazz in August» che si svolge in piazza IV Novembre dal 7 al 10 agosto, dal nostro giornale all’ora di pranzo. E dopo aver letto attentamente quanto previsto è sbottato. La Giunta comunale l’altro ieri ha infatti approvato il Piano che prevede un numero di presenze massimo di 1.627 unità a cui sarà consentito l’accesso tra Corso Vannucci, piazza della Repubblica e piazza Danti. Una maxi-area delimitata da 16 ingressi/uscite che visti i distanziamenti previsti per via delle norme anti-covid, restringe moltissimo le presenze. In Corso Vannucci potranno esserci un massimo 786 persone; 300 in piazza IV Novembre. in piazza della Repubblica 201 persone, in via Mazzini: 165 persone e 175 in via Fani. Le perplessità quindi che stanno sorgendo in queste ore sono legate a un fatto: prima di decidere di organizzare la mini Umbria Jazz agostana, si poteva valutare quanto sarebbe stato l’afflusso massimo di persone e discuterne con chi in centro ci lavora tutti i giorni, a cominciare dai commercianti. Perchè, diciamocela tutta, di gente durante una normale serata di movida – anche in tempo di coronavirus – ce n’è molta di più dato che non ci sono obblighi di contigentamento: i conta-persone su Corso Vannucci ne contano almeno cinque o seimila. «Per ciò che ci riguarda ci stiamo muovendo in tutte le direzioni con l’amministrazione comunale – riprende Capaccioni –. Tutti sappiamo che Umbria Jazz è un patrimonio di questa città e di questa regione e siamo consapevoli che quest’anno andava fatto un sacrificio. Ma noi non siamo carne da macello, questo deve esser chiaro: non possiamo venire a sapere queste cose dai giornali, è assurdo. Se c’è qualcuno che ci rappresentava per la costruzione di questo Piano e non è stato in grado di farlo, è bene che lasci quel posto. E’ stata decisa questa cosa delle presenze senza colpo ferire – aggiunge –, senza valutare minimamente le conseguenze che avrebbe provocato, come se non esistessimo. Noi lavoriamo, abbiamo dipendenti, paghiamo le tasse. Forse a qualcuno tutto ciò sfugge. Il Comune – continua Capaccioni – ci chiama per una serie di iniziative di impatto molto minore, mentre per una cosa come questa si agisce senza il minimo criterio. Così non va bene: e sia chiaro – ribadisce – noi siamo pienamente coscienti di quanto sia importante Umbria Jazz e pronti a fare sacrifici. Ma ripeto – conclude – non possiamo essere considerati carne da macello, o bambini di prima elementare. Non ci siamo proprio».