"Siamo ancora in tempo: non facciamo partire in Umbria i campionati di calcio dei dilettanti!"

16.10.2020 16:16 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"Siamo ancora in tempo: non facciamo partire in Umbria i campionati di calcio dei dilettanti!"

Questa la riflessione del vicepresidente del Castiglione del Lago, Massimiliano Marchetti, che invita il mondo del calcio dei dilettanti a prendersi una pausa in considerazione della pandemia in atto e fermarsi. "Ho pensato in queste ore di scrivere qualche riflessione, è stata una scelta difficile perchè sono sempre stato fuori dai riflettori, per indole, lasciando giustamente a mio padre, il Presidente, il compito di apparire ed esternare pubblicamente il suo pensiero.Siamo però arrivati, a mio avviso, ad una situazione in cui la coscienza mi impone questo passo. Non voglio pontificare, non voglio prevaricare, semplicemente testimoniare. Testimoniare il disagio, profondo, per quello che è stato deciso, parlo di dati di fatto e non di impressioni. Siamo l'ultima regione a ripartire, lo facciamo con un campionato a 18 squadre, forse unica regione a intasare il calendario invece che a sfoltirlo, lo facciamo in una condizione in cui la nostra regione, che a marzo-aprile aveva numeri tranquillizzanti, vive un'impennata di contagi, ricoveri ed aumento anche delle terapie intensive, peraltro presenti in numero non soddisfacente. Lunedì ho partecipato, mio malgrado vista l'impossibilità di mio padre e di altri dirigenti, ad una diretta Zoom che mi ha fatto cadere le braccia, sinceramente. Io non sono un luminare, sono solo un semplice medico che vive quotidianamente questa situazione lavorando in Pronto soccorso e al 118. Io non sono un gufo, non sono un menagramo, ricordo che, a differenza di altre compagini, che dalla situazione COVID hanno avuto dei vantaggi in termini sportivi, la nostra squadra è stata bloccata a marzo in condizioni di forma smagliante, dopo il rodaggio iniziale da neopromossa e con una squadra quasi completamente nuova, eravamo lanciatissimi prima dello stop (abbiamo chiuso a tre punti dal terzo posto, primi nel girone di ritorno, miglior difesa del campionato e con concrete prospettive di accedere ai play off).
Come Vicepresidente che seguiva tutte le partite in panchina, con entusiasmo, come Medico e come piccolo imprenditore che ha compiuto investimenti importanti in uno dei settori più martoriati dal Covid, come potrei non augurarmi che sia tutto un bluff, che sia una semplice influenza, che ci siano solo asintomatici? La mia esperienza quotidiana purtroppo mi dice il contrario e la vivo sul campo, non sui social (che peraltro non ho neanche). Quando, a marzo, i Medici erano diventati eroi nazionali, si facevano le serenate sui balconi e si sperava in un mondo migliore, nel mio scetticismo dicevo: Quando finirà la luna di miele? Purtroppo è già finita, me ne accorgo dal SSN che certo non si è attrezzato a sufficienza, me ne sono accorto dalla diretta su Zoom, dove si è continuato, anche se non da tutti, a minimizzare o far finta di niente. Spero che la Federazione e le Società possano decidere ora che si è ancora in tempo. Fermarsi è scelta di coraggio,non di codardia. Noi siamo pronti, con strutture, protocolli e una squadra competitiva. Ma non intendiamo anteporre le nostre ambizioni al Bene Comune. Ditemi poi che senso ha un campionato interminabile senza pubblico, senza sponsor, senza poter abbracciare i nostri ragazzi, con una tensione e un'ansia che si taglia con il coltello. Spero in una riflessione di tutti. Grazie".