Santopadre cerca giustificazioni ed incita la squadra e l'ambiente, caricandosi con un nuovo tatuaggio

12.08.2020 15:12 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Santopadre cerca giustificazioni ed incita la squadra e l'ambiente, caricandosi con un nuovo tatuaggio

Ancora una volta il presidente del Perugia Massimiliano Santopadre, con una scelta non riscontrabile altrove, ha scelto di manifestare il proprio stato d'animo, dopo la contestazione nei suoi confronto dei giorni scorsi, anche attraverso striscioni. «Era doveroso metterci la faccia - ha detto Santopadre in un monologo di pochi minuti. come si legge sull'emittente ufficiale Tef Channel - la squadra sputerà sangue venerdì sera. Il Perugia non è retrocesso, ci ho messo la faccia e i soldi. Dopo ci sarà tempo per fare i processi. Purtroppo sapete bene la mia storia, forse il mio destino era scritto in questa maniera prevedeva che dovevo togliermi dalla merda. ci sono momenti momenti difficili come questo ma il Perugia non deve retrocedere. Lunedì il Grifo me lo tatuo pure sul petto, il Perugia non morirà ne' oggi ne' dopo il 14. Io il Perugia lo amo piu' di tutti coloro che mi hanno scaricato. A marzo sono stato messo a dura prova dalla pandemia, il mio obiettivo unico era quello di salvare i miei dipendenti e non ho mai scaricato nessuno. Il 14 non sarà la data della fine del Perugia. Ho vissuto nei mercati da quando ero bambino, ho sempre combattuto conoscendo persone di tutti i tipi. Ho sempre dato e avuto rispetto. Ho fatto degli errori finendo nella merda ma mi tirero' fuori come ho sempre fatto.  Tutti i giorni sento parlare del funerale del Perugia, basta! Venerdi sarà la guerra!  I giocatori sanno benissimo i loro errori, ma io starò con loro fino alla fine. Il Perugia per me è una ragione di vita e non è una scommessa. La squadra reagirà e ha recepito il messaggio. siamo entrati in un vortice ma la squadra è forte. Bisogna vincere i duelli personali, è tutto un corpo a corpo. Io sarò a Perugia nei giorni successivi alla gara. L'incontro con i tifosi in ritiro è stato solo salutare, le contestazioni fanno parte del mondo del calcio e hanno effetti positivi. La squadra combattterà, ne sono certo! il Perugia non è retrocesso perche questa società non se lo merita. E' dal 7 marzo che combatto e non mi tiro indietro».