Praticare arti marziali e sport da combattimento non significa essere violenti, ma rispettare regole e avversari

26.02.2021 17:29 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Praticare arti marziali e sport da combattimento non significa essere violenti, ma rispettare regole e avversari

Praticare arti marziali e sport da combattimento non significa essere violenti, significa rispettare le regole e l’avversario. E’ questo il senso del progetto «Insieme», proposto dai consiglieri comunali Massimo Pici, Luca Valigi e Francesco Vignaroli, approvato all’unanimità dal tutto il Consiglio comunale. Un progetto ‘formalizzato’ ieri mattina dall’incontro tra il sindaco Andrea Romizi e il questore Antonio Sbordone. Ed è stato il primo cittadino a consegnare la «Carta di Responsabilità» del progetto del Comune patrocinato dalla Polizia di Stato. L’iniziativa tocca un argomento assai sensibile come quello dell’etica nella pratica delle arti marziali e degli sport da combattimento e nasce su impulso degli eventi occorsi nell’ultimo periodo a Colleferro (Roma) dove ha perso la vita il giovanissimo Willy Duarte per mano di due così detti fighter privi di ogni rispetto per la vita umana e per lo sport che praticavano. «La caratteristica principale che dovrebbe contraddistinguere la disciplina delle arti marziali e degli sport da combattimento è il rispetto delle regole, dell’avversario e più in generale del prossimo – è stato detto ieri in Questura - fondamento su cui si basa la Carta redatta in collaborazione con il prezioso contributo da Lucia Magionami, psicologa e psicoterapeuta e impegnata in azioni di volontariato con l’Associazione Libertas Margot. E’ quindi necessario in tutti i contesti di aggregazione sociale-giovanile, educare al rispetto e insegnare che la violenza non può essere un mezzo di potere per raggiungere i propri scopi a discapito dell’alto, né tantomeno essere un modo per esprimere e sfogare la propria frustrazione». Al progetto, costituito dalla carta di responsabilità e da un video promo, hanno aderito numerose palestre e centri di arti marziali e sport da combattimento, nelle persone di maestri, istruttori, formatori ed atleti, i quali, riconoscendo l’importanza della «responsabilità morale» nelle attività da loro svolte si impegnano a diffondere sentimenti di giustizia, rispetto e mutuo e aiuto nel vivere quotidiano rifuggendo comportamenti violenti e aggressivi fuori dalle regole della palestra e dello sport praticato. Il video, realizzato con la regia, la sceneggiatura ed il montaggio di Pasquale Rossi, anch’egli molto impegnato nel volontariato con l’Associazione Margot, vede Maesti ed Atleti esprimere concetti essenziali del vivere civile facendo passare chiaramente il messaggio che solo «insieme» possiamo sconfiggere le ondate di violenza che sistematicamente riempiono le pagine di cronaca del nostro Paese. «Uno sforzo comune e necessario - hanno sottolineato il questore, Antonio Sbordone ed il sindaco Andrea Romizi, durante l’incontro di lancio del progetto - che nasce dalla sinergia di istituzioni come il Comune, driver del progetto, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza rappresentato dalla Questura Perugia che con il suo patrocinio ne ha riconosciuto l’efficacia come azione preventiva e formativa nel percorso dell’educazione alla legalità, le numerose palestre, federazioni e associazioni che ne hanno aderito».