Polemica tra il Cdr del Corriere dell'Umbria e l'Associazione Stampa Umbra

05.07.2020 21:32 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Polemica tra il Cdr del Corriere dell'Umbria e l'Associazione Stampa Umbra

Questa la lettera. "Nei giorni scorsi l’Associazione Stampa Umbra ha criticato con una dura nota l’accordo sindacale raggiunto al Gruppo Corriere per la fase emergenziale legata al Coronavirus. La Federazione nazionale della stampa e le associazioni regionali di Umbria, Toscana e Lazio, non hanno sottoscritto tale accordo con l’azienda, cosa che invece ha fatto il Comitato di redazione, forte e legittimato da un mandato assembleare approvato senza voti contrari. Pur consapevole delle difficoltà che tale accordo provoca su una ampia parte del corpo redazionale, il Cdr ha preferito un atto di responsabilità e di tutela dei posti di lavoro e delle cinque edizioni (Umbria, Siena, Arezzo, Viterbo e Rieti), visto che la rottura del tavolo avrebbe sicuramente provocato conseguenze ben più gravi. L’Asu definisce inaccettabile la posizione dell’assemblea dei giornalisti del Gruppo Corriere e della maggioranza del Cdr che ha firmato l’accordo, perché a suo avviso “non rispetta i principi di equità e solidarietà”. Pur comprendendo le posizioni ideologiche e filosofiche del sindacato umbro, assemblea e cdr hanno valutato che in una già complessa crisi dell’editoria, gli effetti dell’emergenza Covid mettono a rischio l’esistenza stessa dei giornali. Davanti ad una crisi sanitaria ed economica mondiale, forse a ideologie e filosofie andrebbero preferiti concretezza, senso di responsabilità e lungimiranza. A tal proposito ricordiamo che l’accordo sottoscritto, pur penalizzando purtroppo una parte della redazione, non mette in discussione i posti di lavoro né per il momento le edizioni. Crediamo che il dovere di un sindacato sia sempre e comunque quello di trovare un punto di incontro con le aziende con cui tratta, piuttosto che mantenere posizioni pregiudiziali che finiscono non per tutelare i posti di lavoro ma addirittura per metterli a rischio. Comprendiamo perfettamente il disagio dei colleghi costretti in questa fase alla cassa integrazione, siamo loro vicini e auspichiamo che l’emergenza rientri il prima possibile e che eventuali nuovi accordi siano più favorevoli di quello attualmente in vigore. Siamo sempre aperti al confronto con l’Asu e ad eventuali aiuti in fase di trattativa, che si rivelino però effettivamente utili e migliorativi e non una sterile posizione volta soltanto alla difesa di un principio. L’Asu scrive anche che valuterà “la rispondenza dei comportamenti degli iscritti ai principi del patto sindacale”. Attendiamo con serenità tali valutazioni ricordando che il cdr ha firmato l’accordo mantenendo fede al mandato dell’assemblea e rispettando quindi il principio della democrazia. Va da sé che anche i giornalisti del Gruppo Corriere, la stragrande maggioranza dei quali iscritta all’Asu, faranno le proprie valutazioni in merito alla effettiva utilità di una associazione sindacale, se la sua presenza non solo non aiuta a trovare un accordo, ma finisce con il mettere a rischio posti di lavoro e testate giornalistiche.

I membri del Comitato di redazione del Gruppo Corriere

Mauro Barzagna, Evandro Ceccarelli, Federico Sciurpa".