Perugia è tra le città con i maggiori aumenti di prezzo dopo il coronavirus! Facciamo qualcosa!

21.05.2020 18:00 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Perugia è tra le città con i maggiori aumenti di prezzo dopo il coronavirus! Facciamo qualcosa!

Perugia è tra le dieci città italiane più care in tempo di coronavirus. Scrive Michele Nucci su La Nazione che l’Ufficio di rilevazione dei prezzi al consumo di Palazzo dei Priori ha stimato che ad aprile i prezzi sono cresciuti in media dello 0,6 per cento. Ma a trainare questo rialzo – ormai è noto – è stato il prezzo dei generi alimentari che a Perugia ha sfiorato il più 4 per cento. Un aumento che non si vedeva di anni e che tocca punte importanti per certi particolari tipi di alimenti. Su tutti c’è l’incremento della frutta fresca: un chilo di mele o di banane, tanto per fare un esempio è passato da 1 euro a 1,15; le arance da 2 a 2,30 euro; il kiwi da 1,50 a 1,70. La spesa media nel carrello è infatti cresciuta del 27% con il lockdown, anche se da maggio la frequenza nei supermercati è diminuita a sua volta del 13%. Starsene a casa a cucinare ha insomma pesato anche sul portafogli per dirla tutta. Da una parte abbiamo risparmiato nel non mangiar fuori, dall’altra abbiamo subìto i rincari di prodotti la cui domanda è schizzata in alto. Le altre voci di rincari sostanziosi- sempre su livello mensile – sono state per i salumi, il pesce, il latte, la carne suina: tutti aumenti mostrati nella grafica qui a fianco. Per la verdura si è sfiorato il 7 per cento di aumento, mentre le bevande alcoliche e i tabacchi non hanno superato il 3 per cento. Ci sono poi i prodotti meno utilizzati che hanno subìto una diminuzione del prezzo: dai carburanti (-11%), al gas (-15%) fino all’energia elettrica, che scontano una forte riduzione di consumi a livello industriale. Voci – quelle su diesel e benzina o trasporti – che non hanno inciso nei budget familiari, dato che per 80 giorni siamo rimasti in casa. Le stime, per un rialzo del 4 per cento sugli alimentari, sono di una maggior spesa di 215 euro per una famiglia media, 250 per una coppia con 2 figli, 220 per una coppia con 1 figlio. «Gli indici dei prezzi al consumo di aprile 2020 – spiega l’Ufficio di rilevazione dei prezzi del Comune di Perugia – sono stati elaborati nel contesto dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del Covid -19 in Italia, che ha visto prolungarsi la sospensione delle attività di ampi segmenti dell’offerta di beni e servizi di consumo e confermate le misure di limitazione alla mobilità personale e di distanziamento sociale per il contrasto della pandemia». Intanto il gruppo del Pd in Regione chiede che «la Giunta Tesei non si volti dall’altra parte: servono accordi con la grande distribuzione, i piccoli commercianti e tutte le realtà economiche legate alla filiera dei prodotti alimentari. La Fase 2 non può essere all’insegna dell’aumento dei prezzi per i beni di prima necessità. In base ai dati Istat – affermano i Dem–, si evince che l’Umbria è la seconda regione italiana, dopo Friuli Venezia Giulia e a pari merito con la Liguria, a registrare aumenti sui prezzi di generi alimentari, l’unica filiera rimasta operativa anche nella fase di lockdown. Perugia figura alla 9a posizione e Terni alla 17esima per quanto riguarda invece le città». « «Un dato che – commenta il gruppo consiliare - la Giunta Tesei non può permettersi di sottovalutare, perché gli umbri hanno bisogno di tutte le iniziative utili a poter vivere serenamente la ripartenza».