Parla il ds del Perugia Marco Giannitti: la sua storia, il suo presente, i suoi obiettivi

28.02.2021 09:01 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Parla il ds del Perugia Marco Giannitti: la sua storia, il suo presente, i suoi obiettivi

Marco Giannitti, direttore sportivo del Perugia, si racconta nel match day del club biancorosso. L’arrivo al Grifo, la sua filosofia e anche le intuizioni del dirigente arrivato in estate con una squadra da ricostruire. «Un’avventura difficile per tutte le vicissitudini dei mesi passati ma sin dal mio arrivo ho voluto far capire ai giocatori sia il senso di appartenenza che il valore della sfida. Chi viene qui deve sapere cosa significa giocare per il Perugia, una società con un passato e una storia calcistica importante. Lavoriamo tutti i giorni per un obiettivo, che è quello di riportarla dove merita». Il ruolo in società. «Prima di un calciatore o allenatore c’è la società. Un direttore deve rispecchiare il pensiero del presidente sia sull’allestimento della squadra che sulla mentalità. Il giocatore deve sapere cosa vuole la società, al di là dell’aspetto tattico, e capire che il Perugia non si vive solo nell’allenamento ma in tutta la sua totalità, anche fuori dal campo. Io come direttore devo capire cosa si aspetta la tifoseria dal giocatore, responsabilizzarlo, e ogni giorno stimolarlo per fare ancora meglio. Per un giocatore il Perugia deve essere un punto d’arrivo. Ma non lo dico io, è la sua storia che parla, il Perugia va oltre ogni categoria. E ogni giocatore che viene qui deve continuare a scrivere questa storia». Da calciatore a dirigente. «Ho iniziato nel Celano in D, nel 2006, Celano e abbiamo centrato la promozione in C2, poi con il San Marino quella in C1, con il Frosinone la B e a seguire quella in Serie A. In 7 anni 5 promozioni». L’intuizione … Alisson. «Lo vidi giocare nell’Internacional di Porto Alegre, ne parlai anche con Sabatini. Era quasi fatta con la Roma: loro dovevano prenderlo e girarlo al Frosinone perché non avevano più slot per gli extracomunitari. Ma Alisson arrivò in Italia solo l’anno dopo quando con il Frosinone eravamo scesi in B. Rimane la consolazione di aver visto già un grande portiere quando ancora era uno sconosciuto e che poi è diventato il secondo più pagato al mondo».