Operatori della ristorazione e dell'ospitalità in Regione per far sentire la propria voce e chiedere chiarezza

21.05.2020 13:59 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Operatori della ristorazione e dell'ospitalità in Regione per far sentire la propria voce e chiedere chiarezza

“Maggiore chiarezza sui protocolli anti contagio e un confronto tecnico con Regione e soggetti controllori, monitoraggio costante del settore attraverso un osservatorio e una cabina di regia, allungamento del periodo di cassa integrazione, il riconoscimento del danno indiretto, ed un maggiore contrasto all’abusivismo”. È quanto emerso dalle audizioni di oggi del comparto della ristorazione e dell’ospitalità in Seconda Commissione, presieduta da Valerio Mancini e promossa dal capogruppo della Lega, Stefano Pastorelli e dalla collega di Partito Paola Fioroni (vice presidente dell’Assemblea legislativa).

Dal quadro delineato dagli auditi l’intero comparto turistico rappresenta

problematiche e criticità che necessitano di “un piano strategico a breve,

medio e lungo termine con risorse economiche certe” (Monica

Migliorati-Faita Umbria); “Necessarie azioni a lunga scadenza, bene le

iniziative a breve messe in campo dalla Regione, ma ci spaventa il futuro”

(Andrea Sfascia-Confindustria, Federalberghi); “dopo un confronto con

Comuni e Asl rimangono ancora lacune rispetto al protocollo per la

riapertura” (Paolo Trippini-Umbria meating); “Il protocollo non deve

essere interpretativo, ma chiaro. Necessaria una maggiore informazione per

gestore e cliente” (Giobbi Zangara (Horeca Umbria uniti); “Necessario un

Osservatorio con durata biennale per il monitoraggio della situazione

economica delle attività per poter intervenire in maniera puntuale”

(Enrico Materazzo-Ospitalità Orvieto); “Spingere di più sul

riconoscimento del danno indiretto. Il bando Restart andrebbe rifinanziato

con maggiori risorse” (Simone Muccino (Confcommercio); “Necessario il

riconoscimento del danno indiretto, poi agire con strumenti importanti a

partire dalla defiscalizzazione. Servono interventi immediati altrimenti gran

parte del settore alberghiero morirà” (Simone Fettuccia-Associazione

albergatori).

Al termine della riunione, il presidente Mancini, di concerto con gli altri

commissari, ha programmato un incontro, probabilmente il prossimo venerdì 29

maggio, alla presenza degli assessori interessati, oltre ai tecnici

regionali, nel tentativo di operare una sintesi delle iniziative già

adottate dalla Regione Umbria e per rispondere nel merito dei protocolli anti

contagio. Tra i punti emersi dalle audizioni anche quello di un rafforzamento

della lotta all’abusivismo di strutture turistiche, soprattutto rispetto

alla ‘case vacanze’ e aree di sosta per i camper. Tra i dati per il

settore alberghiero è stato evidenziato che, con ogni probabilità, circa il

60 delle attività riaprirà entro luglio, il 20 per cento entro settembre,

il restante 20 per cento nel 2021.

Stefano PASTORELLI (capogruppo Lega) ha rimarcato che “è prioritario

arginare la crisi economica con ogni mezzo necessario ed ognuno deve fare la

propria parte. Abbiamo già invitato la presidente Tesei e la Giunta a

prevedere fondi speciali, anche a fondo perduto, per il settore. Sul bando

Restart ci sono troppi ‘paletti’ che vanno alleggeriti”. Paola FIORONI

(Lega) ha sottolineato l’importanza del settore per l’economia regionale

per questo “giusto pensare alle misure emergenziali, ma prevedere anche

azioni per la ripartenza del comparto permettendo agli operatori di poter

supplire alla perdite subite. La Giunta non è mai stata inerte né con le

parti sociali né con le Associazioni di categoria”. Fabio PAPARELLI (Pd)

ha tra l’altro sottolineato la necessità di “Un fondo regionale per

piccole imprese e famiglie. Il fondo Restart coprirà circa 500 imprese e non

sarà quindi sufficiente. La Regione potrà utilizzare i fondi non spesi del

FESR e FSE, circa 200 milioni di euro che possono essere immessi nel sistema

Umbria. Lavorare poi per allungare i tempi della restituzione dei prestiti

alle piccole imprese dai 6 anni previsti ad almeno 10 anni circa.

L’auspicio è che tutti facciano la loro parte compreso il Governo”. E

mentre il consigliere DANIELE CARISSIMI (Lega) ha indicato i documenti a cui

fare riferimento per l’applicazione del protocollo sicurezza e stare così

in regola con quanto previsto in materia, il consigliere MICHELE BETTARELLI

(Pd) ha definito “inqualificabile il fatto che in alcuni interventi è

stato evidenziata la mancanza di interlocuzione con la Giunta regionale,

questa – ha detto – è una questione seria. Non condivido quanto

affermato da Pastorelli rispetto ai troppi paletti del bando Restart composto

da risorse comunitarie”. Donatella PORZI (Pd) ha sottolineato

l’importanza che “la Regione prenda in considerazione l’ipotesi di

anticipare la cassa integrazione. In questo momento di grande crisi vanno

messe da parte le appartenenze politiche dando corso ad una convergenza di

energie per far uscire quanto prima l’Umbria e gli umbri da questa

crisi”. Parlando sia da politico che da imprenditore nel settore turistico,

VINCENZO BIANCONI (Gruppo misto-vice presidente della Commissione) ha detto

di sentire i problemi enucleati “particolarmente da vicino” e che “le

misure in campo, sia nazionali che regionali non bastano per gli operatori di

questo settore che sono stati i primi ad entrare in crisi e saranno gli

ultimi ad uscire. Servono risorse a fondo perduto, il riconoscimento del

danno indiretto”. Il presidente della Commissione, Valerio Mancini ha

assicurato che “ogni sforzo verrà sostenuto per aiutare un settore

importantissimo per l’economia regionale come quello del turismo. Siccome

risulta evidente il perdurare della crisi, che purtroppo non si risolverà in

tempo brevi, la Commissione sarà un punto di ascolto periodico costante. Su

tutto questo si innesta anche la programmazione europea già esistente, che

in questi giorni viene regolamentata ulteriormente poiché è necessario

comprendere le potenzialità che arrivano dal quadro europeo”.