"Non so se andremo in Serie B, ma io vorrei ancora Caserta in panchina..."

18.04.2021 19:43 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"Non so se andremo in Serie B, ma io vorrei ancora Caserta in panchina..."

L'opinione sulla situazione del Perugia da parte di Marco Casavecchia. "Opinione personale, ovviamente del tutto opinabile, che esprimo non già per spirito polemico, ma solo perché mi sento empaticamente vicino a Caserta, che ringrazio comunque per quello che ha fatto, a prescindere dall'esito finale del campionato, augurandomi, semmai fosse in discussione, una sua conferma per il prossimo anno. Il motivo per il quale il tecnico non si è presentato lo conosce solo lui e, magari, Sammy Accursi. Dopo diverse mie partecipazioni a trasmissioni radio e tv, e dopo aver ascoltato giornalisti, opinionisti (mi ci metto anche io, ovvio), ospiti fissi, conduttori, tecnici e preparatori e tanti altri, tutti più titolati e competenti di me, mi chiedo, ancora (battuta, nds) come mai, con tutti questi esperti a disposizione il Perugia sia solo in C è non in Champions. Basta chattare o messaggiare con tutti noi, durante una partita, per decidere Il modulo da adottare, gli uomini da mandare in campo e le sostituzioni da operare. Non avremmo perso punti a Cesena, avremmo vinto a Padova e, prima ancora, con la Samb, avremmo vinto a Fermo, ed ora saremmo in B. Peccato che, invece, in panchina sieda Caserta e che, addirittura, secondo alcuni, ci abbia messo del suo, per perdere o pareggiare alcune partite. Ironia a parte, è ovvio che non tutto sia andato sempre per il verso giusto, è evidente che alcune scelte di Caserta, da quella di insistere con Fulignati, a quella di schierare Vano, o di togliere Elia o Falzerano per mettere il doppio centravanti, o quella di schierare o no Burrai, si sono rivelate inefficaci, quando non deleterie, ma è facile dirlo a bocce ferme, o anche a partita in corso, perché la percezione di come stanno i giocatori o di cosa serva in quel momento ce l'ha solo il tecnico e magari il suo secondo. Ieri, dopo mezz'oretta nella quale il Ravenna ha corso, raddoppiato e speso tutto, un semplice spostamento di un paio di uomini, un cambio di modulo, già aveva dato l'idea che il secondo tempo sarebbe stato diverso. Non già perché Caserta ha urlato ai suoi, che non avevano difettato di impegno, ma perché appariva evidente che il centrocampo non girasse a dovere e che la difesa a quattro non stesse garantendo una adeguata copertura verso le incursioni dei ravennati. E quei giocatori che, forse, in molti, me compreso, avrebbero tolto, hanno confezionato il gol partita. Posso immaginare che Caserta sia un po' infastidito dal fatto che, dopo ogni gara, si cerchi da parte di tanti, più ciò che non ha funzionato, che ciò che è risultato positivo e che, invece di applaudire al successo o alla vittoria, si vadano a sottolineare gli aspetti negativi. Ribadisco con convinzione quanto già affermato precedentemente: se per caso, non andremo in B, al termine della stagione, questo continuo sottolineare le scelte sbagliate del tecnico, metteranno su un piatto d'argento un buon alibi per la Società, la quale potrà affermare che gli uomini c'erano, la squadra era forte e competitiva, che sulle scelte del tecnico non ha messo becco e se ha "arrotato" il campionato è solo per suo demerito e che la mancata promozione sarà da attribuire ai punti persi in certe partite. Si accettano scommesse.