Il Bastia destinato a retrocedere "a tavolino" in Eccellenza: una beffa che deriva dal terz'ultimo posto

24.05.2020 18:00 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Il Bastia destinato a retrocedere "a tavolino" in Eccellenza: una beffa che deriva dal terz'ultimo posto

Il Bastia rischia seriamente di retrocedere in Eccellenza. La Lega Nazionale Dilettanti ha infatti deciso che si presenterà al Consiglio Federale del prossimo 3 giugno con la proposta di promuovere in serie C le prime di ognuno dei 9 gironi e far retrocedere in Eccellenza le ultime 4 di ogni girone.
Che tradotto significa retrocessione anche per il Bastia terzultimo al momento dello stop del campionato nel girone E. Una decisione però che non sarà ufficiale fino al Consiglio Federale che, come visto anche mercoledì scorso, può riscrivere ogni decisione. E’ il caso della serie C che si presentata compatta con la richiesta di 4 promozioni e nessuna retrocessione e si è ritrovata a dovere tornare in campo. O almeno questo è quello che vorrebbe la Federcalcio. Come scrive Nicola Agostini su Eccellenzacalcio.it, dall’Eccellenza saliranno in serie D le prime di ogni girone e dunque 28 squadre. Il Tiferno può insomma far festa ma anche lo Spoleto può sperare. Il perché è presto detto. Per completare l’organico della serie D, a fronte di 36 retrocessioni e 28 promozioni dall’Eccellenza, mancano 8 squadre che, nella normalità, emergevano dai playoff nazionali (7) più la vincente della Coppa nazionale. Visto che però la stagione è stata ufficialmente conclusa mercoledì scorso, dunque senza disputare né i playoff, né la finale di Coppa, si procederà con dei ripescaggi riservati, in prima battuta, alle 28 squadre che si trovavano al secondo posto al momento del blocco dei campionati. 
Tutte le altre squadre e le retrocesse dalla serie D potranno sperare nel ripescaggio solo una volta esaurita la prima graduatoria riservata alle seconde classificate che ne faranno richiesta. Punto fondamentale, che verrà presentato al Consiglio Federale del 3 giugno e che, stando alla logica, difficilmente verrà rivisto, è la discrezionalità affidata ad ogni Comitato che può decidere autonomamente come gestire promozioni e retrocessioni. In Umbria, come da noi ricordato ormai da un mese, la linea guida è quella di cercare di aiutare le società. Non ci saranno dunque retrocessioni in alcun campionato, e le promozioni, in prima battuta, saranno riservate alle prime classificate. Discorso valido anche per i campionati giovanili. A completamento organico si andrebbe con i ripescaggi. Sui criteri utilizzati per i ripescaggi c'è ancora da fare chiarezza: saranno validi quelli pubblicati ad ottobre o si terrà conto del merito sportivo della stagione appena conclusa? Ecco così che la prossima Eccellenza sarà a 18 squadre con Branca e Massa Martana che si aggiungeranno al Bastia o ad una ripescata dalla Promozione, al posto del Tiferno promosso in serie D. Un eventuale ripescaggio dello Spoleto porterebbe ad un ulteriore ripescaggio. E così a cascata con l’organico della Promozione destinato ad aumentare a meno di mancate iscrizioni. Il tentativo, come detto, è quello di cercare di salvare le squadre. Il primo punto sarebbe una tutela sul piano economico che dipende però da Roma, anzi, dalla serie A. L’unica soluzione percorribile, al momento, per garantire iscrizioni e tesseramenti gratuiti sarebbe un aumento della mutualità da parte della serie A verso il mondo dei dilettanti. Ed è su questo che la Lnd sta lavorando per far fronte al milione di tesserati e cercare di mantenere in vita le 66mila squadre attualmente iscritte. Dalla Prima categoria promozione in tasca per Pierantonio, Magione, C4 e Terni Est, mentre in Seconda possono far festa Real Padule, Settevalli Pila, Ferentillo e Fabro. Altra proposta sulla quale in Umbria si sta riflettendo, per andare incontro alla richiesta praticamente unanime delle società, è quella di bloccare l’annualità dei fuoriquota per la stagione 2020-2021. In Eccellenza dunque si giocherebbe ancora con due 2001 e un 2000, in Promozione con due 2000 e un 2001 e così via. Per quanto riguarda le decisioni relative ai criteri di ripescaggio e alla regola dei fuoriquota bisognerà però aspettare il 3 giugno, snodo cruciale per il calcio italiano a tutti i livelli. L’Umbria comunque ha le idee ben chiare su come ripartire, almeno sul piano della composizione dei campionati.
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