Freddo a scuola! I bambini della "Montessori" costretti a rimanere a casa!

04.12.2021 20:45 di Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Freddo a scuola! I bambini della "Montessori" costretti a rimanere a casa!

Che situazione! Ben quaranta bambini della materna Maria Montessori sono costretti al freddo e pertanto non possono andare a scuola. La sede si trova infatti in uno dei condomini di via Fonti Coperte, coinvolti in un disguido tecnico a causa del distacco del teleriscaldamento della centrale di Prepo, che serviva appunto anche la scuola. Il problema è stato denunciato con l’inizio dell’autunno e riguarda decine e decine di abitanti. Tornando all’asilo, i genitori sono molto inquieti e preoccupati. In una lettera spiegano che "dopo un nulla di fatto da parte delle istituzioni, per forza di cose alcune famiglie non stanno mandando i figli a scuola, e valutano di iscriverli altrove". A denunciare la situazione con una lunga lettera sono state le rappresentanti di classe della sezione A e della B, rispettivamente Christian Iannazzo e Sara Angeloni. "La situazione di indisponibilità del teleriscaldamento e del coinvolgimento della nostra scuola - scrivono - era già nota da tempo ed era stata comunque rappresentata dall’istituto in via formale al Comune con pec del 7 ottobre chiedendo gli interventi necessari per evitare di trovarci oggi in questa situazione. L’alternativa messa sul tavolo dall’assessore Gianluca Tuteri era quella di un trasferimento negli spazi dell’ex asilo Lilliput, molto più piccoli rispetto a quelli della Montessori, senza un’area per la mensa e una sufficiente per la didattica. Da qui il no di docenti e genitori, che hanno chiesto soluzioni alternative. Nel silenzio più totale delle istituzioni che non sono intervenute in sostegno né economico, né morale di tutti i concittadini che stanno subendo i gravissimi disagi di questo sopruso il Comune ha poi fornito delle stufette elettriche nell’attesa del ripristino del riscaldamento condominiale, valutando anche la possibilità di installare un impianto a pompe di calore o un potenziamento dell’impianto elettrico. Nel corso di una riunione con il Comune – conclude la lettera – l’amministrazione è tornato sull’ipotesi del trasferimento al Lilliput, scartando le altre a causa dei costi che ammonterebbero a meno di 10 mila euro per le pompe di calore (ancora meno per il potenziamento della rete)". La scuola è veramente fredda e le stufette in dotazione non sono più sufficienti e non è possibile implementarle per i limiti di tenuta dell’impianto elettrico. Quindi i genitori sono costretti a tenere i figli a casa.