Ancora non si sa se Luigi Repace poteva candidarsi alla guida della Figc umbra, "ma non lo si vuol giudicare..."

15.09.2021 12:00 di Redazione Perugia24.net   vedi letture
Ancora non si sa se Luigi Repace poteva candidarsi alla guida della Figc umbra, "ma non lo si vuol giudicare..."

Questo il comunicato della "squadra" di Luca Fiorucci, che avrebbe voluto candidarsi alla presidenza della Figc umbra, per l'impossibilità di avere un numero di deleghe sufficienti, essendo state in gran parte raccolte dall'attuale presidente Luigi Repace. "Noi non ci arrendiamo, vogliamo che venga fatta giustizia. L’esposto che abbiamo presentato alla Procura Federale sull’ineleggibilità del Presidente Repace - si legge nella nota - è stato inspiegabilmente archiviato, riunito con il primo procedimento, riguardante la raccolta delle deleghe, senza alcuna valida giustificazione, trattandosi di due argomentazioni completamente differenti. Un provvedimento davvero difficile da spiegare, visto che non si è entrati minimamente nel merito di una situazione che è sotto gli occhi di tutti e non necessita di alcuna indagine, tanto è chiara la legge sul numero dei mandati. Ma non ci fermiamo, proseguiremo la nostra battaglia per il rispetto delle regole, che a nostro avviso risultano clamorosamente aggirate con l’ammissione della candidatura a presidente di Luigi Repace in base alla "Legge 11 gennaio 2018, n. 8 in materia di limiti al rinnovo dei mandati" che non lascia spazio ad interpretazioni. E' una vicenda amara, amarissima, perchè, oltre ad una dilatazione dei tempi di giudizio senza motivo, dobbiamo constatare che nessuno, all’interno della FIGC, ha rivolto una risposta nel merito alle nostre legittime istanze. Purtroppo, non avendo ricevuto le risposte che ritenevamo dovute dalla FIGC, dovremo rivolgerci agli organi del CONI, con l’auspicio che la vicenda venga affrontata con maggiore attenzione e profondità. Noi abbiamo una incondizionata fiducia nelle istituzioni calcistiche italiane, quindi percorriamo fiduciosi anche quest’ultima strada, chiedendo soltanto rispetto per chi ama il calcio, si impegna con risorse, tempo e dunque pretenderebbe l’osservanza scrupolosa delle norme, statuali e sportive, che lo governano".