"Tifosi del Perugia umiliati in campi che con il calcio poco hanno a che fare"

31.03.2021 17:12 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"Tifosi del Perugia umiliati in campi che con il calcio poco hanno a che fare"

Queste le parole dell'opinionista Marco Casavecchia dopo il pareggio di ieri del Perugia in casa della Fermana. "Per aspera sic itur ad astra. Ennesima stagione all'insegna del "vorrei, ma non posso". "E’ stato facile preparare mentalmente questa partita – ha svelato l’ex attaccante del Grifo – dopo le polemiche per il rinvio per la neve che non era stata spalata". Partiamo da qui, dalle parole dell'ex Cornacchini, che la dicono lunga sul modo di gestire una stagione da parte della dirigenza biancorossa. Come se non fosse già difficile affrontare un campionato, partendo in ritardo con un ritiro posticipato di tre settimane, per i motivi che sappiamo, per altro con una rosa incompleta, con giocatori incerti sul proprio futuro, in lista di partenza, rimasti forse a dispetto dei Santi, scarichi e poco motivati, con elementi già fisicamente provati da mille battaglie ed in là con gli anni. Condiamo il tutto con un tecnico che predilige un modulo offensivo, reso impraticabile per la mancanza degli uomini giusti nei ruoli chiave, grazie alla solita strategia di mercato che ha caratterizzato queste ultime stagioni. Mercato deficitario in alcuni reparti, magari quantitativamente coperti, ma qualitativamente mal assortiti, e forse privi di quegli elementi disdi spessore che risolvono certe partite da soli, o quasi. Altra stagione di tribolazioni sportive per i tanti tifosi del Grifo, umiliati, sportivamente parlando, in molti campi che con il calcio hanno poco a che fare, e derisi da tifoserie che anche nella migliore delle ipotesi occuperebbero, al massimo, un gradone del Curi. Poi, come spesso capita in casa Grifo, le responsabilità cadranno sul tecnico, su qualche giocatore, che inevitabilmente finirà nel mirino della critica, anche giustificata, dei tifosi, verranno tirati in ballo: la malasorte, gli arbitraggi, la troppa grinta che gli avversari mettono quando incontrano il Perugia e chissà cos'altro. Ovviamente responsabilità del tecnico, se ce ne saranno e che potrebbero esserci (in fondo nessuno è perfetto), le prestazioni, a turno, del portiere, del centrocampista di regia, del "pennellone spelacchiato", acquistato quale centravanti di peso, ecc... saranno oggetto di discussioni e poste sotto la lente di ingrandimento del tifo e degli addetti ai lavori, compresa gli organi di informazione, poco incisivi e critici, almeno in determinate occasioni, nella valutazione delle scelte societarie. E qui, torniamo al punto di partenza. C'era proprio bisogno di alimentare ulteriormente l'animosità degli avversari? C'era proprio bisogno di cavalcare la questione Samb, dando a tutti la sensazione che non sia solo una questione di principio, ma un tentativo di recuperare un gap in classifica che ha ben altre profonde radici? Io parlo sempre di "peccato originale" di una società che da anni promette ma non mantiene, in grado di compromettere i campionati con scelte quantomeno improduttive. Querelle con giocatori e tecnici continue, questioni contrattuali, tentativi di chiudere il calciomercato facendo cassa e cedendo i pezzi migliori. Alla fine, vedrete, la colpa sarà di Caserta, Burrai e Vano ... e il vero responsabile di un'altra deludente e mortificante stagione troverà il modo di attribuire ad altri le responsabilità dell'insuccesso, magari anche scusato da chi ripete alla noia il refrain "i conti sono a posto" oppure "ma non c'è nessuno che vuole il Perugia". In caso di un altro anno di lega pro, anche i conti andranno in sofferenza, senza incassi, sponsor, contributi e plusvalenze. Non resta che attendere la conclusione di questo campionato e poi ne riparleremo".