Perchè questo nuovo rogo a Ponte San Giovanni? La gente è stanca e chiede provvedimenti

29.06.2020 13:22 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Perchè questo nuovo rogo a Ponte San Giovanni? La gente è stanca e chiede provvedimenti

La gente di Ponte San Giovanni e dintorni è preoccupata. E pure arrabbiata. Per questo chiede provvedimenti per evitare che possano verificarsi di nuovo situazioni del genere. Sono in corso accertamenti sulle cause del rogo divampato ieri pomeriggio nell'impianto di trattamento rifiuti della Biondi recuperi ecologia, che ha interessato una parte del materiale depositato per un quantitativo di circa di 30 metri cubi, principalmente da legno, plastica ed ingombranti dal quale si è sviluppato un denso fumo nero. Il lavoro dei vigili del fuoco si è concluso alle una di notte, dopo avere terminato le operazioni di spegnimento e bonifica. I vigili sono intervenuti con circa 20 uomini e otto automezzi. Dopo una riunione svoltasi nella tarda serata tra Comune, Arpa, Usl Umbria 1 e Protezione civile di Perugia, il sindaco ha emesso un'ordinanza con indicazioni preventive per la sicurezza della popolazione. La Biondi recuperi era stata interessata da un altro incendio nel marzo 2019. Ieri sera il sindaco di Perugia Andrea Romizi ha emesso un'ordinanza che dispone misure di attenzione per la salute pubblica nel raggio di tre chilometri dal luogo dell'incendio che si è sviluppato ieri a Ponte San Giovanni. Il rogo è avvenuto nell'impianto di trattamento rifiuti della Biondi recuperi ecologia ed ha interessato una parte del materiale depositato per un quantitativo di circa di 30 metri cubi, principalmente da legno, plastica ed ingombranti dal quale si è sviluppato un denso fumo nero, ma grazie all'intervento dei vigili del fuoco è stato di breve durata. L'ordinanza dispone il consumo di prodotti alimentari coltivati solo dopo accurato lavaggio o sbucciatura; il divieto di consumo dei prodotti coltivati, da parte dei soggetti più a rischio; divieto di raccolta e consumo di funghi spontanei; divieto di pascolo degli animali da cortile; divieto di utilizzo dei foraggi e cereali destinati agli animali; l'eventuale manutenzione straordinaria degli impianti di ventilazione da parte delle aziende.